20/03/2011

PROGRAMMA ELETTORALE

 

 

“LATINA RIPARTE DAI SUOI CITTADINI”


Elezioni amministrative del COMUNE di LATINA del 15 E 16 maggio 2011

PROGRAMMA ELETTORALE DEL CANDIDATO SINDACO CLAUDIO MOSCARDELLI E DELLE LISTE COLLEGATE

 

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1. LOTTA ALLA CRIMINALITA’ E SICUREZZA PER I CITTADINI


2. PIANO DELLE OPERE PUBBLICHE DEDICATO PER 5 ANNI AI SERVIZI NEI QUARTIERI E NEI BORGHI.


3. LATINA PER GLI ARTIGIANI E PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE per far ripartire la Città e per dare opportunità di lavoro


4. LA SCUOLA, L’UNIVERSITA’, LA CULTURA per aprire Latina all’Italia e all’Europa, per far circolare le idee e per valorizzare il nostro capitale umano. Alcuni progetti: Biblioteca a Palazzo M, Casa della Musica- Auditorium ai capannoni dell’ex consorzio agrario, nuovo ruolo del Palazzo della Cultura, museo virtuale della bonifica e della scienza, Polo di ricerca industriale per innovare i prodotti delle imprese.


5. LATINA SOLIDALE: NESSUNO DEVE ESSERE LASCIATO SOLO. Sostenere le famiglie, gli anziani e le persone diversamente abili. Più opportunità di lavoro alle donne.


6. LATINA E IL MARE: UNA SFIDA DA VINCERE


7. DA LATINA AMBIENTE AD UNA POLITICA PER L’AMBIENTE – Latina impatto zero. NO al nucleare - SI alle rinnovabili – Risparmio energetico, sostenibilità e fotovoltaico sugli edifici pubblici. Piano per il Verde. Piano Mobilità sostenibile. Difesa dei cittadini da Acqualatina Tutela del territorio- Consorzio di Bonifica- Agricoltura

8. LATINA PER UN COMUNE VIRTUOSO, TRASPARENTE E ORGANIZZATO AL SERVIZIO DEI CITTADINI- PROTEZIONE CVILE

9. LATINA PER LO SPORT


10. NUOVO PIANO REGOLATORE – AREE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA – POLITICHE PER LA CASA

 

1. Lotta alla criminalità e sicurezza per i cittadini

 

La criminalità a Latina si è radicata e quella che era solo locale oggi si è organizzata ed affiliata alla camorra, è dedita al traffico di stupefacenti, alle estorsioni, all’usura, dispone di grandi quantità di denaro, è entrata nel tessuto economico, ha provato ad avere e ci era quasi riuscita, anche il controllo del territorio. Solo grazie all’azione della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, che stanno producendo con continuità e con grande professionalità l’azione di contrasto nei confronti della criminalità, si è riusciti a colmare l’assenza delle istituzioni e della dirigenza politica di governo della Provincia di Latina.

 

La richiesta di scioglimento del Comune di Fondi da parte del Ministro dell’Interno Maroni perchè condizionato dalla criminalità organizzata era ed è fondata. Gli attacchi alle forze dell’ordine da parte del Senatore Fazzone, coordinatore provinciale PdL e del Presidente della Provincia Cusani, agitando dossier ed esposti del tutto inventati e con cui si è cercato e si cerca di delegittimare organi dello Stato e rappresentanti della Polizia e dei Carabinieri, dipingendoli come organi deviati, costituiscono posizioni gravissime ed inaccettabili che i cittadini debbono respingere. Per anni si è cercato di far passare la situazione di Latina e della sua provincia come sostanzialmente tranquilla mentre prosperavano le organizzazioni criminali. Il Prefetto, il Questore D’Angelo, il Colonnello Boccaccio, la Guardia di Finanza hanno dato una svolta all’impegno contro la criminalità e oggi lo Stato continua con successo a colpire la malavita, dimostrando come tutti gli interventi degli anni passati volti a denunciare come grave la situazione pontina non erano allarmismo sociale ma la descrizione di una realtà sempre più preoccupante.

 

Oggi occorre dare una svolta anche all’impegno delle istituzioni politiche locali nella lotta contro la criminalità. Il modello politico del Senatore Fazzone, che tanta affermazione ha avuto a Fondi, deve essere fermato a cominciare da Latina: una nuova stagione di impegno delle istituzioni politiche ed amministrative deve essere assicurata alla nostra comunità per assicurare il governo delle istituzioni e la capacità di risposta ai problemi dei cittadini.

Non sarà più consentito che terreni comunali o privati vengano recintati abusivamente ed utilizzati per cavalli, per baracche o per impianti sportivi. Non sono citati a caso gli elementi suddetti perché negli ultimi mesi il Questore e il Commissario Prefettizio hanno fatto sgomberare diverse aree. Ve ne sono ancora di terreni occupati da attività illegittime e non sarà tollerata alcuna occupazione che la vecchia amministrazione ha consentito, facendo finta di nulla nonostante le proteste dei cittadini. Occorre restituire fiducia alla Città, alle persone che ci vivono e lavorano, alle loro famiglie e agli operatori economici, perché tutti possano tornare ad avere tranquillità e serenità a casa e nelle strade.

Il Comune di Latina è stato assente nel promuovere la sicurezza dei cittadini. L’aumento della criminalità a Latina, anche giovanile, è avvenuto anche per l’indifferenza dell’Amministrazione Comunale che ha assistito alla diffusione del crimine senza reagire. Rapine, furti di auto e negli appartamenti, scippi, estorsioni, bullismo, usura, omicidi, traffico di droga, insieme ad una forte e costante penetrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale, sono reati diffusi, che minano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il Comune deve divenire parte attiva nel contrastare la criminalità e nel promuovere la cultura della sicurezza.

Nell’ambito del programma per la sicurezza, quello della sicurezza stradale occupa un posto essenziale, perché sulle strade di Latina si verificano troppi incidenti, spesso con conseguenze drammatiche che colpiscono tante famiglie. Sono necessari un moderno sistema infrastrutturale e la diversificazione dei mezzi per la mobilità, nonché sensibilizzazione di tipo culturale attraverso progetti per l’educazione alla legalità e al rispetto della vita. Dopo 17 anni di governo del centrodestra, che ha ridotto irresponsabilmente ad un quarto il numero dei Vigili Urbani rispetto all’organico previsto, dobbiamo raggiungere, con investimenti straordinari, il pieno organico della Polizia Municipale per attivare un servizio 24 ore su 24, utile ai fini di un’efficace prevenzione, non limitata ad impegni episodici o solo in alcuni orari della giornata.

Assurdo aver sprecato risorse per gli addetti al traffico per fare multe ai cittadini che non hanno il biglietto del parcometro al centro, tralasciando la presenza nei quartieri, nei borghi, nei parchi e sulla strada. La presenza dell’Amministrazione sarà assicurata, nei Borghi, visibilmente anche con i Vigili Urbani: il Comune è vicino ai cittadini. Il potenziamento dell’illuminazione pubblica nei quartieri e nelle periferie, la realizzazione di un sistema efficace di videosorveglianza, l’istituzione di un numero verde a cui i cittadini possano segnalare problemi e disagi, la realizzazione di campagne di informazione e di progetti di formazione in collaborazione con le forze dell’ordine, le scuole e l’università, le associazioni per favorire lo sviluppo di una cultura per la sicurezza sono altri elementi essenziali di una nuova di attenzione a queste problematiche per attuare un’autentica attività di prevenzione. Dalle scuole deve partire un’opera di educazione basata sul rispetto della vita e della salute propria ed altrui, sull’informazione e sulle norme comportamentali.

 

Impiegare risorse per il miglioramento e la sicurezza della circolazione all’interno delle strade comunali è un obiettivo che il Comune dovrà assumere, quale ulteriore contributo per combattere la strage che quotidianamente si consuma colpendo la nostra comunità. Tutte queste attività ed iniziative possono essere indirizzate attraverso un responsabile per le politiche della sicurezza e l’istituzione di una consulta comunale per la sicurezza, che riunisca risorse professionali e associazioni di volontariato per stimolare ed indirizzare le iniziative del Comune.

Pacchetto sicurezza:

1) Nomina responsabile politiche per la sicurezza.

2) Programma di rafforzamento dell’organico dei Vigili Urbani per il servizio 24 ore su 24

3) Sistema di videosorveglianza

4) Istituzione di un numero verde per consentire ai cittadini di segnalare disagi e problemi

5) Formazione e progetti di educazione alla legalità e per la sicurezza nelle scuole

6) Potenziamento illuminazione pubblica nei quartieri e nei borghi

7) Formazione della Polizia Municipale sia nelle relazioni con il cittadino che per i nuovi e specifici compiti di presidio del territorio

8) Investimenti sulla rete viaria per aumentare la sicurezza delle strade

9) Istituzione consulta per la sicurezza con associazioni e volontariato.

10) Combattere il bullismo che opprime i più giovani

11) Coordinamento con il Prefetto per programmi di collaborazione tra Polizia Municipale e forze dell’ordine per il controllo del territorio, la sicurezza sulla strada e l’abusivismo edilizio.

12) Garantire l’azione di presidio della Polizia Municipale presso le scuole, i parchi, le periferie, i borghi, le aree commerciali, industriali ed artigianali.

13) L’istituzione di un flusso permanente di informazioni con la Prefettura per la comunicazione di tutte le notizie amministrative inerenti settori delicati ed utili per un’efficace opera di prevenzione e controllo, in particolare nei settori del commercio, dell’urbanistica e dell’immigrazione.

14) Il monitoraggio del territorio per interventi rapidi in termini di illuminazione pubblica, viabilità e sicurezza stradale, salvaguardia dell’ambiente.

15) L’istituzione di un tavolo di concertazione tra Comune, Prefettura, parti sociali e categorie produttive per elaborare iniziative volte a favorire l’emersione del fenomeno dell’usura e in generale per contrastare l’aggressione della criminalità, con particolare riferimento ad iniziative imprenditoriali e commerciali che possano attirarne l’attenzione.

16) La collaborazione con la prefettura per concertare ed attuare strategie di comunicazione alla cittadinanza e ai mass media sul tema della sicurezza della città, per elaborare, programmare ed attuare iniziative volte a favorire il confronto, la sensibilizzazione e lo sviluppo della cultura della sicurezza, il raccordo tra cittadini, associazioni ed istituzioni per contrastare il fenomeno della criminalità nel tessuto culturale, sociale ed economico della città.

17) Il coinvolgimento e la collaborazione con il mondo della scuola, dell’associazionismo e del volontariato.

18) La programmazione di iniziative nel capo dell’immigrazione degli extracomunitari, le cui condizioni di grave disagio ed emarginazione concorrono a favorirne lo sfruttamento e l’utilizzazione da parte della criminalità.

 

 

2. PIANO DELLE OPERE PUBBLICHE DEDICATO PER 5 ANNI AI SERVIZI NEI QUARTIERI E NEI BORGHI.

 

In questi anni il Comune ha seguito la politica di utilizzare molte risorse per investimenti per destinarle all’acquisto di immobili, riducendo così la capacità di impegno per i servizi nei quartieri e nei borghi, oltre a sottrarre risorse alla circolazione nel territorio tenuto conto anche dell’attuale e dura crisi economica. In molti quartieri e borghi mancano servizi essenziali e strutture pubbliche per i servizi sociali, lo sport e la cultura. Spesso non ci sono l’ufficio postale, il parco o una piazza vivibile, c’è carenza o assenza perfino dell’illuminazione pubblica, dei marciapiedi e di fognature. Serve un piano straordinario di investimenti per la qualità della vita dei quartieri e dei borghi. Il parco, l’asilo nido e le scuole, la piazza, i marciapiedi, l’illuminazione, la viabilità, il sistema fognario, gli impianti sportivi, il centro sociale e culturale, la farmacia, l’ufficio postale, il trasporto pubblico sono le dotazioni di servizi che mancano in tutto o in parte nei quartieri. Il nuovo governo della città si impegna ad attuare nei 5 anni un piano di interventi per ciascun borgo e per i quartieri per dare servizi ai cittadini . Tra gli interventi prevediamo di investire risorse per gli oratori parrocchiali, che hanno una funzione educativa e sociale straordinaria.

I cittadini dei borghi hanno diritto ad avere gli stessi servizi previsti per le altre zone della Città. Ciascun borgo deve poter valorizzare la propria vocazione artigianale, agricola, turistica, industriale e di polo di riferimento per lo sviluppo del territorio. L’assenza di servizi e la distanza dal centro cittadino pesa sulle famiglie e i cittadini dei borghi, che sono costretti a rinunciare ad un opportunità o a sprecare tempo per riversarsi in città, con i disagi per i problemi di accesso al centro. Un’ipotesi di lavoro su cui avviare il confronto e adottare le conseguenti scelte amministrative potrebbe essere la seguente:

LATINA SCALO E TOR TRE PONTI – Le esigenze sono quelle di una comunità in continua crescita e la dotazione di servizi è davvero scadente. Occorre riqualificare il centro urbano di Latina Scalo, garantendo maggiore fruibilità da parte dei cittadini, valorizzazione delle attività commerciali, utilizzo razionale degli edifici pubblici per funzioni istituzionali e culturali, quali l’anagrafe, la biblioteca, il centro sociale, il centro civico per le associazioni. Occorre garantire aree verdi, impianti sportivi e il completamento o la sistemazione di strade di accesso a quartieri o zone intensamente abitate. Gli insediamenti industriali e la posizione di snodo delle infrastrutture viarie attuali (ferrovia e statale Appia) e future (strada Mare Monti e Tangenziale Nord) - indispensabili per il decollo dell’Intermodale, ne fanno un’area strategica dove lo sviluppo di nuova piccola e media impresa può divenire di grande rilievo. Un ruolo importante per lo sviluppo di Latina e della provincia è rappresentato dal progetto dell’Aeroporto, civile e commerciale. La condizione per realizzare questa infrastruttura e la diversa allocazione per la scuola di volo ad elica per i piloti dell’Aeronautica Militare. Da rivedere il Piano per Tor Tre Ponti, la cui capacità ricettiva è triplicata ma divisa tra una parte e l’altra dell’Appia, con aumento dei rischi per la sicurezza.

BORGO FAITI – Il borgo è cresciuto ed alcuni servizi mancano tra cui quello degli impianti sportivi è da lungo atteso. L’insediamento ha pregevoli preesistenze storico culturali legate alla storia plurimillenaria della strada Appia e la risorsa dell’acqua potrà essere valorizzata tenuto conto anche della valenza ambientale di elementi come il canale Lungolinea e il reticolo dei grandi canali di bonifica. L’area potrà essere valorizzata anche con lo sviluppo di moderne aziende di ortoflorofrutticoltura.

BORGO SAN MICHELE – ormai contiguo alla città potrà valorizzare alcune particolari testimonianze architettoniche di particolare pregio e costituire una residenza di mediazione tra il centro urbano e l’intorno agricolo.

BORGO ISONZO – anch’esso contiguo alla città, dovrà vedere valorizzata la vocazione agricola insieme allo sviluppo di una propria identità, attraverso scelte urbanistiche che favoriscano l’aggregazione intorno a spazi e servizi comuni.

BORGO GRAPPA, BORGO SABOTINO E BORGO PIAVE – dovranno acquisire, accanto alla tradizionale funzione di servizio all’agricoltura, una nuova consapevolezza di ruolo di supporto e di promozione del turismo come attività economica forte e significativa. In particolare Borgo Grappa dovrà essere rilanciato con la valorizzazione del porto Canale. Gli anni di scontro con la Provincia hanno bloccato interventi di riqualificazione e sviluppo, sebbene siano state risolte problematiche urbanistiche. La struttura dovrà essere al servizio dl territorio, nel rispetto delle regole. Borgo Grappa ha bisogno di poter sviluppare anche residenzialità, a partire dall’edilizia residenziale pubblica. Il Borgo sarà punto di servizio del turismo naturalistico nel Parco Nazionale del Circeo e del comprensorio del Fogliano. L’architettura neoclassica stile fine secolo della Chiesa di Borgo Grappa e quella anni ’30 della Chiesa di Borgo Sabotino, esempi ma non i soli di felice mediazione con il razionalismo, vanno valorizzate così come le costruzioni di servizio delle locali “Aziende” agricole. Borgo Sabotino dovrà vedere valorizzate le sue testimonianze storiche e di bonifica, la dotazione di servizi e le destinazione degli investimenti con l’impiego dei fondi di ristoro per la Nucleare. Impianto sportivo, centro civico, parcheggi, rete fognante, illuminazione sono alcune delle esigenze del Borgo. Borgo Piave è divenuto un duplice punto di riferimento per attività e servizi rivolti alla marina, nonché come area contigua alla città dove si sono sviluppate attività artigianali e industriali. Una piazza e alcuni servizi per i cittadini concorreranno a svilupparne l’identità oltre ad innalzare la qualità della vita.

BORGO CARSO, BORGO PODGORA E CHIESUOLA – vanno qualificati come riferimento dell’evoluzione storica della civiltà contadina dell’agro pontino, dalla battaglia del grano all’attuale economia agricola evoluta con ortoflorifrutticolture, attrezzate di moderni impianti individuali e collettivi. La revisione di piani particolareggiati sarà occasione per rispondere a diverse esigenze di servizi e di sistemazione di insediamenti residenziali che da anni subiscono disagi per assenza di strade ed illuminazione.

BORGO MONTELLO, BORGO BAINSIZZA, BORGO SANTA MARIA E LE FERRIERE – costituiscono un comprensorio da valorizzare turisticamente intorno al riferimento forte del parco archeologico di SATRICUM e della valle dell’Astura, insieme al decollo come area artigianale, oltre alla salvaguardia e potenziamento della tradizionale economia agricola. L’area archeologica, il borgo medievale di Montello con il Granaio riqualificato dalla Regione, la Cartiera di Le Ferriere, la Casa del martirio di Santa Maria Goretti, il comprensorio di Torre Astura e la presenza di aziende agricole e di produzione enologica di eccellenza rappresentano un’occasione straordinaria di sviluppo secondo le vocazioni del territorio, alternativo alla discarica da chiudere e bonificare. Il progetto di una pista ciclabile proposto dall’associazione “A ruota libera” che collegherebbe Le Ferriere a Torre Astura con possibile sviluppo fino a Campoverde è esempio di valorizzazione e di fruibilità del territorio. Puntando molto il nuovo governo cittadino sul decollo turistico della zona, la chiusura della discarica rappresenta un passaggio necessario e fortemente voluto, per uscire definitivamente dalla servitù in materia di rifiuti, come già testimoniato dalla decisione della Regione di eliminare la realizzazione del termovalorizzatore, scelta ottenuta grazie alla battaglia in difesa del territorio condotta con coraggio dai cittadini.

L’eliminazione delle Circoscrizioni è stato un provvedimento negativo, perché ha eliminato rappresentanza dei territori, dissipando un patrimonio positivo per la comunità, ossia l’impegno di tanti cittadini per i quartieri e per i borghi. Occorreva un rilancio in termini di competenze per le circoscrizioni e per i borghi più grandi e per Latina Scalo si poteva sperimentare l’esperienza di maggiori poteri per farne dei municipi, sempre all’interno del Comune di Latina ma con reali poteri. Ritengo necessario prevedere un regolamento snello per la costituzione di comitati di quartiere per garantire rappresentanza e confronto con le esigenze del territorio.

 

3. LATINA PER GLI ARTIGANI E PER LE PICCOLE E MEDIE MPRESE PER FAR RIPARTIRE LA CITTA’ E PER DARE OPPORTUNITA’ DI LAVORO

Investire sui nostri talenti e sostenere le nostre imprese per creare lavoro e sviluppo

I dati a disposizione sul Mercato del Lavoro in Provincia di Latina relativi alla cassa integrazione e alla disoccupazione attestano la crisi che sta vivendo la nostra Provincia e il suo capoluogo.

A gennaio-febbraio 2011 le ore totali di cassa integrazione sono di 120 milioni con un aumento del 17,2% e una “avanzata” della cassa integrazione i deroga del 23%.

Nel Comune capoluogo nel corso di questi ultimi anni si sono accentuati elementi di crisi piuttosto che di sviluppo in molti settori.

Ciò è dovuto a fatti di natura esterna (proprietà multinazionali ) ma anche interna (riduzione commesse, incapacità manageriale,difficoltà di accesso al credito ecc )

Sulla crisi il ruolo del Comune di Latina si è caratterizzato per il disinteresse, la lontananza e l'incapacità nella gestione dei necessari raccordi tra le organizzazioni di categoria e le altre istanze istituzionali (la Regione Lazio, il Tavolo di crisi della Provincia e quello del Ministero delle Attività Produttive).

In generale va detto che, nella scala di priorità l’interesse della amministrazione uscente, la questione lavoro così come i temi posti dalle attività industriali, artigianali e delle pmi sono state relegate agli ultimi posti sia negli intenti che nei comportamenti.

In realtà, il Comune può svolgere a un ruolo di sostegno e facilitazione importante, dando piena funzionalità al Suap - lo Sportello Unico delle imprese che con le recenti modifiche legislative diventa autentico strumento per la accelerazione delle procedure per nuove attività sulla base di una analisi compiuta comprendente una mappa organica territoriale dei servizi necessari, delle tipologie merceologiche di punta ( hi-tech-logistica- informatica-fonti alternative energetiche – tutela e difesa dell’ambiente, ecc) e delle infrastrutture materiali e immateriali di sostegno alle imprese che si insediano e a quelle insediate. Sul piano strategico lo studio “ Impresa,territorio e direttrici di sviluppo nel sistema Lazio”, condotto da Unioncamere e Censis , individuano le linee guida di un nuovo sistema che punta alla definizione dei Poli Produttivi territoriali, individuandone 13 tra i quali quello di Latina. Questo vuol dire che, malgrado gli elementi di crisi, si mantengono le potenzialità di sviluppo del nostro territorio anche in settori particolarmente colpiti come il farmaceutico e l’agro-industriale, a patto che si realizzi quel sistema di interrelazione tra i diversi settori con le politiche del credito, la formazione, la ricerca, l’internazionalizzazione e il marketing territoriale.

Per aiutare il sistema produttivo della nostra città e del suo hinterland a competere negli anni futuri si possono prioritariamente individuare quattro obiettivi :

1 ) verifica dello stato delle aree artigianali e industriali ( SS dei Monti Lepini , Borgo Piave,Via dell’Epitaffio, ecc )

2) rapporto con in Consorzio Industriale Roma-Latina per interventi di infrastrutturazione

3) ricerca di nuove aree di espansione delle zone industriali e artigianali ( es. incubatori di pmi nei borghi)

4) recupero dei siti industriali dismessi con progetti multifunzionali comprendenti interventi mirati per l’innovazione tecnologica, la logistica e la trasformazione merceologica delle attività

La nuova vera sfida per la città si può cogliere, però, nell'attuazione di politiche di intervento sulle nuove tecnologie che promuovano una politica di Marketing territoriale e di attrazione degli investimenti nel settore ITC, hi-tech e nuove Energie, disponibili a muoversi dalla Capitale.

Sostenuta da adeguati investimenti regionali per il miglioramento delle infrastrutture di comunicazione (nascita di nuove strade, aeroporti, rafforzamento dell'impianto ferroviario) e comunali per le infrastrutture informatiche, Latina si candiderebbe alla creazione di un polo tecnologico tale da rappresentare una vera e propria "rivoluzione" del comparto industriale.

Un progetto che permetterebbe di attivare concrete politiche occupazionali e di creare almeno duemila nuovi posti di lavoro, tra personale necessario al funzionamento ed all'allestimento dell'infrastruttura, l'indotto direttamente ad esso collegato e la nascita e il potenziamento delle realtà industriali già presenti.

Il progetto inoltre, permetterebbe inoltre, qualora si rendesse necessario, di attivare tutti gli strumenti per riconvertire quel personale specializzato, derivante da quei settori che in questo periodo sono a rischio impiego, come il chimico farmaceutico e le telecomunicazioni.

Altro fronte importante non può che essere quello della crescita e qualificazione delle risorse umane che dovrà sempre più valorizzare i rapporti con l’Università, migliorando i servizi agli studenti, riqualificando le strutture e attivando un percorso “formativo” capaci di sappia integrare la specializzazione produttiva del territorio, espressa nei Distretti o i Sistemi Produttivi Locali riconosciuti dalla Regione Lazio (Agro-alimentare, Chimico-Farmaceutico, Nautico), con le vocazioni (Turismo, Ambiente, Cultura) che possono rappresentare un serbatoio occupazionale importante. Si tratta quindi di creare le condizioni per strutturare un’offerta formativa completa attraverso diversi strumenti. Una è il coordinamento tra le esigenze formative ed occupazionali delle imprese e la promozione di un sistema formativo che risponda alle vocazioni territoriali, integrando le azioni già avviate in materia di IFTS, bandi provinciali, alta formazione, con l’istituzione dei Poli formativi a livello regionale (nautica) e provinciale (agroalimentare, attivare accordi Con l’Istituto San Benedetto di Borgo Piave) ed altre iniziative, (come Master di specializzazione) con particolare riferimento ai settori strategici in materia di turismo, nautica, chimico-farmaceutico, agroalimentare e biotecnologie.

Un'altra è l’apertura di un tavolo di concertazione provinciale che costruisca su base territoriale percorsi formativi che consentano una stretta collaborazione tra sistema scolastico, università e sistema delle imprese, in accordo con la Camera di Commercio, e che contribuisca a sviluppare linee di programmazione e di intervento in materia di apprendimento lungo l’arco della vita, con particolare riferimento alla formazione continua e alla formazione permanente, mediante un crescente impiego complementare di fondi regionali, nazionali, FSE e dei fondi interprofessionali, con relativo adeguamento del Repertorio Regionale delle qualifiche e dei profili professionali.

Sintesi del pacchetto di interventi per stimolare l’economia ed aiutare le imprese:

1) il Piano delle opere pubbliche dedicato per 5 anni ai servizi nei quartieri e nei borghi;

2) subito l’individuazione delle aree per l’edilizia pubblica per attingere alle risorse del piano casa regionale; 3) assegnazione del personale per l’istituzione dello sportello delle attività produttive per diminuire i tempi burocratici; 4) accordo con le banche del territorio, la Camera di Commercio e le associazioni di imprese per uno strumento efficace di garanzia di accesso al credito; 5) aree artigianali per attingere ai fondi regionali; 6) nuovo dinamismo nel ruolo del Comune per il Consorzio Industriale; 7) polo di ricerca industriale per l’innovazione dei prodotti delle aziende del comparto meccanico, dei trasporti, delle energie rinnovabili, farmaceutico, della nautica e dell’agroalimentare. Un consorzio tra Comune, Università, Regione, Camera di Commercio, aperto alla collaborazione della Provincia e aziende del territorio per sviluppare ricerca per l’innovazione dei prodotti delle nostre imprese per renderle più competitive, sul modello del Kilometro rosso di Bergamo che è la punta di diamante in Italia. Un’iniziativa che darebbe subito molti posti di lavoro nei laboratori di ricerca: un’opportunità anche di attirare cervelli sul nostro territorio e di investire sul nostro capitale umano.

L’INTERMODALE a Latina Scalo è fallimentare sotto il profilo economico: privo di adeguate infrastrutture viarie è difficile da raggiungere; senza i servizi necessari è rimasto una scatola vuota con scarsissimo traffico. Quest’anno si farà la gara d’appalto per la strada Mare-Monti, per il tratto Latina- Latina Scalo, alternativa a via Epitaffio. Il progetto dell’autostrada Roma-Latina e bretella Campoverde-Valmontone prevede la realizzazione della tangenziale nord-est- Le ipotesi di valorizzazione dell’intermodale sono diverse e vanno dall’area manutentiva per le Ferrovie dello Stato a progetti per una gestione della struttura che coinvolga e dia ruolo all’imprenditoria locale. Vedremo cosa avrà determinato il Commissario prima della scadenza del mandato.

L’Aeroporto di Latina è un’opportunità di grande rilievo per realizzare un sistema integrato di supporto allo sviluppo: pensiamo ai benefici per il turismo e come scalo commerciale per le aziende. L’individuazione di Latina come terzo aeroporto del Lazio da parte della Regione che ha approvato le linee guida del piano della mobilità, ha rappresentato una svolta per questo progetto ma che è rimasto sulla carta a vantaggio di altri siti come Viterbo e Frosinone del tutto improbabili rispetto a Latina. La motivazione è la presenza della scuola di volo ad elica dell’Aeronautica Militare. Questo particolare compito di addestramento dei piloti impedisce la convivenza, altrimenti possibile, tra scalo civile e militare. A riprova di questo impedimento vi è l’esperienza di governo di centrodestra durante il 2000-2005 e quella attuale 2008-2011: nessuna ipotesi di realizzazione dell’aeroporto per questa motivazione è stata attivata. L’attuale Ministro Matteoli appena nominato nel 2008 confermava che attualmente solo come scalo per cargo merci nelle ore notturne è utilizzabile Latina. Il programma di ristrutturazione delle basi dell’aeronautica militare potrà portare ad una delocalizzazione in altro aeroporto della scuola piloti. Occorrerà sostenere presso il governo nazionale una scelta in questa direzione. Il sito di Latina è ottimale per la possibilità di raggiungere Roma in poco più di 30 minuti tramite il trasporto su ferro. I benefici per la nostra economia sarebbero grandi. Un dato di forza è il largo consenso del territorio e questo grazie anche ad una sensibilità dei cittadini organizzati in forma associativa.

L’autonomia della provincia deve essere intesa come capacità di sviluppare una crescita economica peculiare che non è in contraddizione con il collegamento con Roma e con il suo mercato. I presupposti sono quelli del collegamento, dell’abbattimento dei tempi burocratici e dell’investimento nella cultura e nella formazione. L’Università è uno dei riferimenti essenziali per favorire la circolazione delle idee e una crescita del tessuto sociale ed economico. Al tema dell’autonomia provincia è legato anche quello dell’unità della provincia stessa. Il ruolo dell’Amm.ne Prov.le è fondamentale anche se la giunta attuale non è all’altezza e favorisce spinte disgregatrici. L’assenza di direzione politica della provincia e l’incapacità del Sindaco di Latina di svolgere il ruolo affidato al comune Capoluogo come realtà trainante del territorio favoriscono il moltiplicarsi di iniziative slegate e che portano ciascun Comune a cercarsi i collegamenti fuori della provincia che consentano iniziative di crescita e di sviluppo.

Poiché il discorso degli sgravi fiscali ha giustamente dei limiti occorre puntare sulla semplificazione burocratica e autorizzatoria favorendo l’incontro tra la domanda e l’offerta. Buone infrastrutture e abbattimento e semplificazione dei tempi burocratici sono condizioni tra le più importanti per favorire insediamenti industriali di rilievo e su questo dobbiamo scommettere non avendo più a disposizione la Cassa per il Mezzogiorno.

Latina non può essere avulsa dal contesto provinciale e per troppo tempo non ha assolto al suo ruolo di capoluogo di provincia. Il tessuto economico deve divenire un sistema integrato in cui i diversi settori trovino legami e sinergie per dare vita ad un meccanismo virtuoso di sviluppo. L’area industriale del nord, la fascia costiera di Latina, i Monti Lepini, l’area industriale di Mazzocchio, l’asse da Terracina a Minturno su cui insistono il Porto di Gaeta e il Mercato Ortofrutticolo sono i punti di riferimento su cui innestare politiche di sviluppo e in particolare in tre settori che possono fare da traino in questa fase: economia del mare, turismo, agricoltura, innovazione tecnologica e formazione. Tutta la fascia nord della provincia è priva di strutture ricettive e ricreative, nonostante le risorse ambientali e naturali a disposizione. In generale comunque il turismo in provincia rimane legato a concezioni tradizionali e non riesce a produrre ricchezza e sviluppo in relazione alle potenzialità che esistono. Occorre una vera e propria industria del turismo legata alla valorizzazione e fruizione dell’ambiente, con strutture moderne di ricezione turistico alberghiera, parchi giochi, impianti sportivi per creare turismo sportivo non legato alla stagione balneare.

Proponiamo la costituzione di un SERVIZIO PROGETTI che riunisca le competenze necessarie per tradurre le idee dell’imprenditore in progetti in grado di accedere ai finanziamenti regionali, nazionali ed europei . Tra i servizi da organizzare c’è innanzitutto una banca dati relativa a tutte le imprese operanti nella nostra realtà con una dettagliata ed aggiornata indicazione di quanto viene prodotto da ciascuna azienda. Lo scambio di informazioni favorisce la collaborazione tra le imprese locali, spesso costrette a rivolgersi ad aziende esterne per mancanza di dati precisi sulla produzione di quelle operanti sul nostro territorio. Un altro servizio da organizzare è quello sulla domanda-offerta di lavoro per aiutarle ad incontrarsi contribuendo al miglioramento del mercato del lavoro.

Politiche di assetto e di programmazione del territorio, realizzazione di infrastrutture necessarie alle attività economiche, individuazione e realizzazione di progetti di grande respiro, la promozione e la realizzazione di servizi a supporto delle attività produttive, costituiscono i presupposti per una politica di sviluppo economico che punti a favorire il costituirsi di un forte tessuto di attività imprenditoriali ed artigianali.

Riguardo al Polo espositivo e fieristico c’è la struttura della Provincia nell’area della ex Rossi Sud. Sonostati spesi tanti miliardi di vecchie lire (oltre 100 miliardi) senza programmare. La struttura è inutilizzata e si alternano ogni tre mesi le proposte più strampalate da parte dell’amministrazione provinciale o da parte di esponenti del centrodestra. Riteniamo di dover proporre un confronto con Camera di Commercio e associazioni di categoria per un progetto condiviso.

Non solo Latina ma tutto l’entroterra dei Monti Lepini può essere legato a sistema con la marina e con la città secondo un'idea di turismo integrato che leghi cultura e natura, capace di coprire gran parte dell'anno, capace di far ripartire l'economia, basata non più sull'intervento pubblico, ma sulle capacità dei cittadini, esaltandone lo spirito di ricerca e di impresa : solo così si innescherebbe un circolo virtuoso di iniziative private che rimetterebbero in moto l’economia. In questo contesto sono molto forti le potenzialità di indotto per lo sviluppo dell’artigianato e della piccola impresa. L’AGRICOLTURA stessa può inserirsi in questa proposta turistica sia come settore d’avanguardia e di sperimentazione che come offerta di paesaggio, di tipicità dei prodotti e di cultura contadina di radici antiche, da valorizzare attraverso il recupero delle antiche strutture rurali. Organizzare un itinerario di visita sul territorio risponde a quel concetto di turismo integrato che deve permeare una nuova mentalità ed una nuova cultura dei cittadini e degli operatori economici.

COMMERCIO

Durante questi 18 anni l’azione amministrativa è stata caratterizzata da atti volti a distruggere il piccolo commercio e paradossalmente, continuando a consentire il proliferare di centri commerciali anche questo settore è in crisi. Siamo favorevoli alla modernizzazione della rete commerciale, tuttavia lo squilibrio esistente a Latina nel rapporto tra popolazione e superficie della grande distribuzione è doppio rispetto al dato regionale e nazionale. Ciò costituisce un dato negativo pesante per l'intera città. Le previsioni fatte molti anni fa, in piena fase di espansione economica e demografica, andavano aggiornate alla luce dei dati più recenti, sia approvando un Piano si basasse sulla reale situazione, sia emanando norme di salvaguardia, che la maggioranza non ha mai voluto adottare. Sul commercio occorre un intervento articolato che preveda: il Piano del Commercio, l'attenzione ai temi dell'ordine pubblico, relativi alle condizioni di sicurezza in cui devono operare i commercianti, ai problemi dell'usura e alla dubbia provenienza di capitali che copiosamente vengono investiti, nonostante il palese eccesso di offerta ; il recupero del centro storico e della sua funzione di aggregazione della città attraverso un rilancio basato sull’insediamento di istituzioni culturali (Biblioteca, Auditorium e Università) sia attraverso nuovi insediamento abitativi da incentivare, nonché sulla realizzazione di interventi di qualificazione come quello per l’area delle ex autolinee. Il centro storico deve essere oggetto di politiche di rilancio, riqualificazione e ripopolamento che sostengano investimenti per realizzare un centro commerciale naturale che davvero rida fiato al settore. La rete commerciale cittadina deve essere ugualmente sostenuta attraverso la scelta di dotare di servizi quartieri e borghi, di promuovere la vivibilità dei quartieri attraverso la cultura, l’associazionismo e con interventi volti ad assegnare funzioni pubbliche e collettive come per esempio insediamenti universitari, il polo di ricerca industriale, strutture culturali o valorizzazioni di tipo ambientale in grado di creare interesse e movimento di cittadini nei quartieri.

4. LA SCUOLA, L’UNIVERSITA’, LA CULTURA per aprire Latina all’Italia e all’Europa, per far circolare le idee e per valorizzare il nostro capitale umano. Alcuni progetti: Biblioteca a Palazzo M, Casa della Musica- Auditorium ai capannoni dell’ex consorzio agrario, nuovo ruolo del Palazzo della Cultura, Museo virtuale della bonifica e della scienza, Polo di ricerca industriale per innovare i prodotti delle imprese.


Il nostro capitale umano è una risorsa fondamentale per la nostra comunità. Investire sulla scuola, sulla formazione culturale e sulle opportunità di crescita culturale deve essere elemento caratterizzante la nostra proposta di governo.

L’offerta culturale della Città deve mirare a creare per il cittadino lo scenario di una scelta, proporsi come esercizio di quella coscienza critica capace di dialogare con le istituzioni sulle reciproche responsabilità; deve essere fonte di piacere, pertanto proporsi come un’educazione civica anticonvenzionale, non prescrittiva e dunque più efficace; deve superare la frammentazione e la settorializzazione proponendo una rete operativa capace di valorizzare le diverse esperienze; deve coinvolgere le nuove generazioni attraverso la presenza e il dialogo con la famiglia e con la scuola.

Per questo occorre:


· Lavorare su una progettualità per gradi: individuare settorialmente le potenzialità espresse dal contesto sociale e porre contestualmente all’obiettivo finale, da realizzare nel lungo periodo, le singole fasi o step attraverso le quali far procedere il progetto.

· Reperire fondi attraverso personale specializzato: ipotizzare la presenza costante di una o più persone che studino i progetti da realizzare tramite contributi/bandi che hanno scadenza fissa (esempio legge 32/17, contributo regionale erogato dall’Ente Provincia); che seguano, intercettino e affrontino la fase progettuale dei singoli bandi regionali o europei soprattutto dei settori: cultura, formazione, politiche sociali, turismo; che abbiano la possibilità di curare “commercialmente” i rapporti con imprenditori e realtà economiche private in grado di contribuire a sostenere i singoli progetti.

· Istituzione di una sorta di comitato artistico, un gruppo di lavoro con competenze di tipo culturale, progettuale, relazionale che abbia facoltà di interloquire con gli operatori da una parte e la struttura amministrativa dall’altra nel tentativo di creare un giusto equilibrio tra necessità della comunità e le prospettive di crescita culturale.

· Individuare dei referenti per specifici settori, per piccole aree culturali (teatro, musica, arti visive, letteratura ecc…):

· Intervenire presso le istituzioni scolastiche attraverso progetti calibrati: concordare con la dirigenza scolastica un periodo di confronto con l’Amministrazione e gli operatori organizzando una serie di scadenze entro le quali presentare richieste, avanzare proposte e sottoporre offerte nella direzione di un bilanciamento tra le necessità didattiche e la programmazione culturale.

· Valorizzare il territorio attraverso una ricognizione dei luoghi e delle risorse. Relazionare la presenza di spazi disponibili alle realtà territoriali creando un circolo virtuoso tra le necessità del territorio dal punto di vista della richiesta con quelle dell’offerta artistica e delle risorse umane.

· Progettare interpretando e dialogando con la contemporaneità. Aprire un canale preferenziale ai linguaggi contemporanei nei singoli settori: teatro, danza, musica, arti figurative, audiovisivo, che fondino proprio sulla contemporaneità la loro ragion d’essere nella speranza di offrire ai giovani della città prospettive di conoscenza, apprendimento e crescita di livello internazionale.

· Valorizzare ciò che nasce sul territorio ipotizzandone la “trasferibilità”, rifiutando l’immobilità e superando il rischio di localismo e autoreferenzialità (identità in rapporto con l’alterità, la diversità, la novità).

· Contribuire a creare un pubblico-interlocutore e accogliere da questo imput creativi e formativi in una sorta di relazione educativa a doppio senso, trasmettere la possibilità di una fruizione agile della materia culturale scevra da intenti esclusivamente didattici.

Recenti esperienze, o esperimenti, poco felici hanno caratterizzato le scelte culturali promosse sul nostro territorio da più parti in anni recenti. Queste iniziative sono partite dalla errata convinzione che il “fare cultura” implichi comunque e sempre una semplificazione dei linguaggi, finalizzata al conseguimento di una maggiore divulgazione dell’oggetto considerato.

Questa politica della semplificazione si è presto trasformata in omologazione superficiale, acquisendo, dunque, tutte la caratteristiche di uno slogan, di una comunicazione potente più nell’effetto che nell’efficacia.

Possedere un lessico, una grammatica culturale povera quantitativamente e qualitativamente è diverso dal poter scegliere di utilizzare un lessico o una grammatica essenziale.

Risulta dunque prioritario e urgente ripristinare il percorso che fa derivare il semplice dal complesso al fine di restituire ricchezza ad una terra quasi desertificata e dimentica del fatto che l’interazione di più sistemi agevola la comprensione del mondo.


INVESTIRE NELLA SCUOLA E NELLA CULTURA. Vogliamo un nuovo rapporto con le scuole che rappresentano un patrimonio educativo fondamentale per il futuro della Città. Vogliamo investire risorse per le strutture scolastiche e per i servizi che i Dirigenti Scolastici e il corpo docente vogliono offrire agli studenti. Vogliamo promuovere festival, mostre e premi letterari, cinematografici e musicali che incentivino una cultura diffusa e realizzare alcuni progetti per lo sviluppo culturale della Città: la Biblioteca a Palazzo M, La Casa della Musica –Auditorium ristrutturando e riqualificando l’area dei capannoni dell’ex Consorzio Agrario alle spalle dell’attuale Teatro, sarebbe una struttura unica nel centro Italia dopo Roma e sarebbe di supporto ai giovani e al movimento musicale così esteso a Latina, il rilancio del Palazzo della Cultura liberandolo dalla presenza di uffici e restituendolo alla fruizione de cittadini, il ripensamento dell’utilizzo del sito attualmente utilizzato come Museo Cambellotti.

LA BIBLIOTECA. Una nuova struttura a servizio della cittadinanza e dell’università secondo i migliori standards europei. Non possiamo continuare con una biblioteca come 40 anni fa con soli 42.000 volumi. Palazzo M è un edificio di fondazione che si presta ad essere uno spazio polifunzionale, con spazio insonorizzato per i più piccoli, biblioteca digitale, emeroteca, videoteca, sale registrazioni, spazio espositivo e spazio eventi, sfruttando anche le possibilità esterne che offre. L’intuizione alla fine degli anni ’70 del Sindaco Corona del progetto della Biblioteca di Latina affidato ad uno dei più famosi architetti europei, James Stirling, ha anticipato le scelte di tante città europee come Bilbao, con il museo Guggenhaim che attira un milione di turisti l’anno e ha consentito di riqualificare la Città. Non avendo le risorse per riprendere un progetto tanto ambizioso, la scelta della nuova Biblioteca a Palazzo M rappresenta comunque una scelta forte e di grande valenza culturale.

1) L’UNIVERSITA’ deve essere di eccellenza e deve connotarsi rispetto al panorama nazionale. Deve essere valorizzata attraverso strutture adeguate e puntare sulla ricerca.

Latina è una città che ha perso capacità di attrazione e di sviluppo per assenza di iniziative. La cultura è sicuramente una delle opportunità per aprire la città, far circolare le idee e per far rinascere attenzione intorno a questa comunità.

L’Università è quindi l’occasione che è stata voluta 25 anni fa per aprire la città al confronto culturale con il mondo esterno. Creare interesse per la città di Latina è l’obiettivo da perseguire e la cultura rappresenta la scelta prioritaria per concorrere a dare identità ai cittadini ; immettere la nostra realtà nel circuito delle idee è il presupposto fondamentale per sviluppare una cultura di innovazione in tutti i campi, politico, economico e sociale: ma occorre sostenere l’università e valorizzare la sua capacità di fare ricerca.

Il territorio, sia a livello istituzionale che nelle sue espressioni economiche, deve essere coinvolto e responsabilizzato anche in termini di risorse da apportare all’Università che ricopre un ruolo strategico per la crescita della comunità. Occorre rafforzare l’insediamento dell’Università La Sapienza affinchè risorse e docenti siano assegnati stabilmente alla sede di Latina che può ancora crescere. La nuova Amministrazione Comunale dovrà rapidamente costituire, di concerto con il Rettore Frati, lo strumento giuridico per il coinvolgimento del territorio e per contribuire alla valorizzazione della sede universitaria con l’obiettivo di garantire la crescita dell’offerta universitaria. Occorre lavorare nella direzione della qualificazione dell’università attraverso la ricerca e ritengo importante allo scopo la proposta di realizzare un polo di ricerca industriale al fine di sviluppare ricerca da applicare alle industrie del territorio per l’innovazione dei prodotti e la competitività sui mercati.

L’Università La Sapienza ha trovato nell’Amministrazione Comunale un interlocutore poco credibile, incapace di azioni efficaci e concrete. Occorre invertire la rotta:

- istituire subito la Fondazione o lo strumento giuridico da concordare, con Università, Comune, Provincia e Camera di Commercio, Associazione Industriali, etc., a supporto dello sviluppo dell’Università nel dialogo con le necessità produttive occupazionali e in coerenza con il patto per lo sviluppo siglato tra Regione, forze economiche e sociali e Università;

- attivare i laboratori di ricerca, in modo da costituire un importante interfaccia con le realtà produttive ed occupazionali (farmaceutica, agroindustriale, dei servizi, etc.);

- completare l’offerta formativa, allargandola all’area umanistica e delle professioni tecniche;

- sviluppare una politica dei servizi

Le nuove opportunità di sviluppo aperte dall’Università “La Sapienza” debbono servire per realizzare un’università che deve caratterizzarsi per la qualità e per l’efficienza, per scelte di innovazione e per piani di studi all’avanguardia. Occorre pensare ad una Università che guardi all’Europa, in grado di proporre un’offerta di taglio scientifico e di alta specializzazione. Bisogna puntare non solo sulle facoltà ma anche sugli istituti di ricerca post laurea, per qualificare ulteriormente l’Università e renderla più appetibile. Spesso si parla di università legata alle vocazioni economiche del territorio : è un’impostazione non sufficiente nell’era della globalizzazione dell’economia. L’Università non può essere concepita principalmente per soddisfare le esigenze di offerta occupazionale del territorio per diverse ragioni : in primo luogo perché sarebbero comunque limitate ; in secondo luogo perché alcuni settori economici possono perdere di attualità e perché altri sono magari già saturi. Quanto alle sedi, siamo contrari a trasformare il centro della città in centro esclusivamente universitario per almeno due motivi: 1) per alcune facoltà e istituti di ricerca post universitaria sono necessarie strutture moderne ed adeguate non rinvenibili in edifici del centro storico, che hanno spazi insufficienti per aule, laboratori, aula magna e servizi; 2) il centro della città deve essere valorizzato attraverso la molteplicità delle funzioni, ossia istituzionale, culturale, commerciale e residenziale, mentre la trasformazione in centro universitario ne depaupererebbe il ruolo come centro della città con forte valenza di identificazione per i cittadini.


2) L’Auditorium – Casa della Musica. E’un progetto da realizzare ristrutturando i capannoni dell’ex consorzio agrario, dietro l’attuale Palazzo della Cultura oltre altre eventuali strutture. Costituirebbe un polo culturale di grande interesse e si darebbe l’opportunità di sostenere la notevole sensibilità che esiste a Latina in campo musicale. Inoltre, una struttura di questo tipo sarebbe unica, dopo quella di Roma progettata da Renzo Piano, ponendo così Latina come riferimento per il centro sud. La regione Lazio è già intervenuta attraverso il finanziamento del progetto su proposta del centrosinistra, mentre il Comune ha ridato le risorse alla Regione per un progetto di finanza mai attuato.

3) Latina dispone di risorse importanti che non sono sfruttate e fra queste c’è sicuramente il Palazzo della Cultura, relegato al ruolo di luogo di passaggio per un numero di compagnie teatrali sufficienti ad assicurare una stagione. La struttura deve essere liberata dagli uffici comunali, rilanciato come luogo di produzione di cultura e reso fruibile tutti i giorni da cittadini. E’ necessario riattivare uno strumento di gestione come poteva essere la Fondazione, od altro strumento.

5)Il Parco Archeologico di Satricum . Gli scavi iniziati dall’università olandese che hanno riportato alla luce l’antica città dei Volsci - Satricum – ossia quella che potremmo definire la Latina di 2.500 anni fa – debbono essere valorizzati e il parco archeologico, con servizi e infrastrutture, deve essere promosso a livello europeo per divenire uno dei poli di riferimento dello sviluppo culturale e turistico della città. La chiusura della discarica di Borgo Montello, la bonifica della valle dell’Astura e la valorizzazione del territorio in cui insiste il sito, insieme alla Cartiera, alla Casa del martirio di S. Maria Goretti, al borgo medievale di Montello e al Granaio riqualificato da adibire ad area espositiva e centro studi del territorio, il comprensorio dell’Astura, le aziende agricole e l’enogastronomia di qualità del territorio, costituiscono una scelta in favore della crescita non solo degli abitanti dei borghi della zona ma dell’intera città di Latina.

6)Il MUSEO Cambellotti. Il sito è inutilizzato e ignorato dai cittadini. Si può pensare ad un progetto che leghi memoria ed innovazione e che sia di interesse attivo da parte dei ragazzi. Un’ipotesi è quella di un museo didattico interattivo “Bonifica-Scienza-Gioco” : vi sono modelli di riferimento come l’Exporatorium di S. Francisco, il Deutsches Museum di Monaco, lo Science Museum di Londra o il Palais de la Decouverte di Parigi.

7) CENTRALE di Borgo Sabotino: NO al Nucleare – NO al deposito nazionale di scorie

Il Comune di Latina deve difendere il territorio dal pericolo di essere di nuovo sede di centrale o deposito scorie: occorre vigilare affinché non venga realizzata una discarica di scorie nucleari. Bisogna garantire la sicurezza nella dismissione del sito nucleare. L’area della ex centrale nucleare deve essere costantemente monitorata e nessuna servitù ulteriore deve essere realizzata sull’area mettendo in pericolo lo sviluppo della marina. Bisogna sostenere il SI al referendum per bocciare il programma nucleare del governo.

8) L’Amministrazione Comunale promuoverà e sosterrà la collaborazione con le Scuole, con le associazioni culturali operanti sul territorio e con le librerie della città per stimolare dibattiti ed iniziative come i “Caffè letterari”, i “Cenacoli letterari”, gli “Incontri con l’autore”, “ Premi”, Festival” e tutte quelle manifestazioni che nel campo letterario, musicale, cinematografico, teatrale e fotografico possano concorrere alla circolazione delle idee e ad aprire la città alla cultura. Il nostro territorio per il pregio ambientale, storico e culturale si presta anche ad un’iniziativa per favorire l’utilizzo del comprensorio per produzioni cinematografiche che promuovano la nostra realtà.

10) Estate Latinense. La nuova Amministrazione punterà sulle espressioni artistiche e culturali locali per promuovere spettacoli e manifestazioni artistiche per animare l’estate cittadina e per creare occasioni di incontro e di socializzazione. Sarà interessato il movimento di artisti che a Latina è ricco e di grande valenza.

11) SCUOLA

La scuola a Latina ha bisogno di un’attenzione forte perché rappresenta l’investimento sul nostro capitale umano. Interlocuzione stabile con tutti i dirigenti scolastici; elaborazione di progetti condivisi per la formazione e la crescita dei giovani come cittadini, conoscenza del territorio di carattere storico e ambientale. Occorre sostenere l’autonomia scolastica e la piena realizzazione dell’offerta formativa della scuola evitando di gravare sulle famiglie. Proponiamo :

1) PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE DELLE STRUTTURE SCOLASTICHE

E’ necessario, con i fondi regionali ad hoc, non solo potenziare la manutenzione delle scuole, oggi largamente deficitaria, realizzare la messa a norma con le misure di sicurezza, ma soprattutto bisogna programmare, attraverso opere di riqualificazione e restauro del patrimonio immobiliare, interventi per migliorare la qualità delle strutture scolastiche. Negli interventi è prioritario assicurare l’eliminazione di tutte le barriere architettoniche, utilizzare il fotovoltaico sui tetti degli edifici, utilizzare caldaie efficienti e curare anche con il volontariato dei genitori il miglioramento dei plessi, favorire la migliore fruizione delle scuole per gli alunni portatori di handicap e potenziare le strutture sportive e le mense scolastiche. Le strutture scolastiche debbono essere valorizzate a rese fruibili per la comunità del quartiere in cui insistono.

2) INIZIATIVE CULTURALI

Bisogna coinvolgere i Capi d’Istituto per iniziative nel campo teatrale, letterario, cinematografico, musicale o ambientale da concordare e non da imporre, al fine di incentivare la promozione di diverse forme d’arte e di arricchire la formazione e la sensibilità culturale dei giovani.

3) PROGRAMMA GIOVANI

Il programma deve essere incentrato sui disagi e sulle situazioni di emarginazione dei giovani e delle famiglie. Occorre realizzare un coordinamento interistituzionale tra Comune, Scuole e Azienda Sanitaria Locale per attuare un programma di interventi per la conoscenza dei disagi, per la prevenzione, per l’indirizzo ed il sostegno dei giovani e delle famiglie. L’Amministrazione Comunale deve promuovere progetti che, anche in collaborazione con il volontariato, interessino i differenti livelli scolastici, dovendo affrontare problematiche diverse a seconda delle età, in stretto raccordo con le istituzioni scolastiche. Spesso i giovani e le famiglie sono lasciati soli, senza punti di riferimento, fatta eccezione per la sensibilità e la disponibilità degli insegnanti e dei Capi d’Istituto : la Scuola però non può farcela da sola.

4) PROGETTO CIVITAS

E’ la proposta per la realizzazione, in raccordo con le scuole, di un programma differenziato di intervento in campo storico e civico per fornire ai giovani, nelle diverse fasce di età, gli strumenti per poter conoscere la nostra storia, che attiene alla Bonifica, alla Fondazione ma anche a quella più antica per sviluppare l’identità come senso di appartenenza a questa comunità e a questa Città, nonché per formare cittadini consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri, approfondendo la conoscenza delle nostre istituzioni nazionali e locali. Programmi di educazione ambientale e alla legalità costituiscono elementi necessari per una politica di sviluppo e promozione dei giovani come futuri cittadini

 


5. LATINA SOLIDALE: NESSUNO DEVE ESSERE LASCIATO SOLO. Sostenere le famiglie, gli anziani e le persone diversamente abili. Più opportunità di lavoro alle donne.

 

L’impegno sui servizi sociali deve qualificare ed identificare il programma della nuova Giunta.

La nostra Città ha visto morire per il freddo persone senza alcuna dimora e nell’indifferenza delle istituzioni, ma quella delle emergenze è lo specchio del ritardo che scontiamo in generale sulle politiche sociali: dalla condizione dei disabili, alle strutture di assistenza, dalle politiche per i minori a quelle per la povertà. La situazione richiede interventi immediati non solo per i senzatetto, ma anche per le famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, attivando in queste situazioni interventi di Microcredito locale.

Tra le ragioni di maggiore impegno economico delle famiglie vi sono gli anziani non autosufficienti, le persone diversamente abili e i minori, di cui le famiglie si fanno carico. Quelle famiglie non possono essere lasciate sole. Le famiglie e le donne hanno bisogno di servizi, come asili nido, scuole materne, tempo prolungato, continuità di servizi anche dopo la chiusura delle scuole, tempi di organizzazione della Città, politiche di sostegno su servizi e bisogni primari come la Casa, di politiche globali di agevolazioni economiche e tariffarie. Sostenere le famiglie e la natalità si lega all’attenzione alle donne per superare discriminazioni, per sostenere l’occupazione femminile attraverso i servizi necessari.

Il volontariato deve avere un ruolo centrale, in una logica di apertura a chi è in grado di dare una mano. Le politiche per gli immigrati costituiscono ancora una frontiera in cui è il solo volontariato a svolgere un’azione efficace e occorre attivare una Sala operativa sociale per le emergenze attiva 24 ore su 24.

Il Comune di Latina non si è ancora dotato di una Carta dei Servizi sociali e non vi è quindi una programmazione e una organizzazione efficiente dei servizi comunali. I cittadini non sono messi in condizione neanche di conoscere quali sono i loro diritti, quali i servizi cui possono accedere e a quali condizioni.

Ogni anno il Comune di Latina spende oltre 14 milioni di euro per il sociale, di cui 6 milioni per un appalto che riunisce più servizi.

Occorre riorganizzare l’offerta dei servizi sociali attraverso la realizzazione di un progetto che metta in rete pubblico, mondo dell’associazionismo e del volontariato per ampliare la capacità di dare risposte a chi è in difficoltà.

Occorre recuperare la penalizzazione delle cooperative sociali del territorio con professionalità elevate. E’ necessario utilizzare questo patrimonio ed è indispensabile un esame rigoroso delle spese sostenute e dei criteri di attribuzione delle somme erogate per le persone indigenti, dal momento che sono emersi abusi che favorivano soggetti non in possesso dei requisiti e addirittura esponenti della criminalità organizzata.

Bisogna, inoltre, misurare l’efficienza reale dei servizi erogati, facendo emergere anche le aree di scarsa produttività, di spreco così come le eccellenze.

Infine la stessa macchina comunale deve rinnovarsi e specializzarsi, aumentando la capacità di gestire progetti di intervento, accedere a fondi regionali, nazionali ed europei e portare a compimento bandi e appalti pubblici, attivando i progetti che, pur scritti nei Piani socio-sanitari distrettuali, rimangono sulla carta.

Nessuno deve essere lasciato solo: questa deve essere l’impronta di una nuova capacità di impegno e di ruolo del Comune a livello sociale

PROGETTO CITTA’ PER TUTTI

L’abbattimento delle barriere architettoniche non può essere limitato ai marciapiedi, dove pure gli accessi sono spesso impraticabili per varie ragioni, compresa quella del rifacimento del manto stradale eseguito ignorando la problematica. Le barriere sono presenti per i mezzi pubblici, per il bancomat, per edifici pubblici in alcuni casi, per la stazione ferroviaria, per il cinema e così si potrebbe continuare: la Città è piena di ostacoli e deve essere per tutti.

Sport e disabilità: possibilità di attivare o potenziare attività già esistenti di tipo sportivo, a cui il soggetto disabile può accedere sia utilizzando strutture comunali che private ( piscina comunale, campo Coni, ecc.) facilitando l’inserimento del soggetto anche potenziando servizi correlati tipo trasporto, barriere architettoniche o personale specializzato.

Borse lavoro a favore di persone svantaggiate in ambito sociale , personale e con disabilità per favorire processi di autonomia del soggetto. L’attivazione di tali borse può essere previsto attraverso la predisposizione o il mantenimento dei protocolli d’intesa già in essere tra enti ( vedi protocolli per l’attivazione tirocini di lavoro tra ente locale e dipartimento di salute mentale o ente locale e SERT). In genere sono contributi economici pari a € 300 mensili a fronte di un impegno lavorativo di 15 ore settimanale.

La strutturazione di attività estive per i minori disabili attraverso la partecipazione degli stessi alle colonie estive del territorio comunale utilizzando gli operatori del servizio integrazione scolastica che li seguono a scuola garantendo la continuità degli interventi educativi per tutto l’anno, integrando l’attuale capitolato a garanzia dei lavoratori e dell’utenza.

Prevedere sul territorio la presenza di strutture che favoriscano il dopo di noi attivando progetti che favoriscano l’autonomia dalla famiglia dei soggetti disabili che possiedono le giuste risorse, o garantiscano l’accudimento al di fuori del contesto familiare in presenza di disabilità altamente invalidanti

Favorire la partecipazione dei cittadini e in particolare dell’utenza alle decisioni di politica sociale attraverso l’implementazione di tavoli comuni e/o di area, e/o consulte.

Il Servizio integrazione Scolastica così come da Capitolato d’Appalto (Parte Speciale relativo all’Area Disabilità) prevede l’erogazione delle prestazioni a favore di alunni con disabilità certificata ai sensi della legge 104 /92. Il servizio è operativo da settembre a giugno presso le strutture scolastiche con orario antimeridiano e pomeridiano. Gli operatori previsti per l’erogazione del servizio sono 64, ciascuno lavora con un monte ore pari a 24 settimanali con un impegno di ore totali di integrazione di 1536. Gli operatori operano sull’alunno con disabilità, di concerto con la scuola e il servizio specialistico asl o centro accreditato che segue il ragazzo, attraverso interventi previsti dal PEI (Piano Educativo Individualizzato).

Durante l’anno scolastico con la chiusura delle scuole per festività, natalizie, pasquali ecc., ponti o altri eventi eccezionali si accumula un salvadanaio di ore che l’attuale capitolato prevede che vengano utilizzati nel seguente modo:

1) Per l’attivazione di nuovi casi certificati da legge che altrimenti non potrebbero usufruire del servizio

2) Per l’attivazione di specifiche progettualità da realizzare durante l’anno scolastico nell’ambito scolastico o domiciliare

3) Per la realizzazione di progettualità estive di carattere ricreativo da realizzarsi nel mese di luglio, (tali attività vengono di norma svolte presso colonie, acquapark o centri sportivi; il genitore iscrive alla colonia il figlio e il servizio provvede ad inviare l’assistente ad personam di norma lo stesso che lo segue a scuola).

È da considerare che l’attuale capitolato prevede l’erogazione del servizio integrazione scolastica da settembre a giugno; i progetti estivi di fatto si sono realizzati sino a due anni fa limitatamente alle risorse di ore e ai contributi che il comune ha erogato come integrazione alle giornate effettivamente realizzate con il salvadanaio, (in genere il salvadanaio di ore prevedeva una copertura lavorativa di circa due settimane) .

Lo scorso anno è stato necessario attivare una cassa integrazione in deroga poiché le risorse di ore a carico della cooperativa erano tali da non dare margine alla realizzazione di un progetto e non sono state integrate da fondi comunali.

Ogni anno nel mese di aprile la cooperativa presenta comunque il progetto estivo rendendo noto il salvadanaio di ore a carico. Occorre garantire i lavoratori e l’utenza per la strutturazione di attività estive per la continuità degli interventi educativi sugli alunni, sollevi le famiglie che lavorano durante il periodo estivo, garantiscano al personale la continuità lavorativa tutto l’anno. Allo scopo è necessaria l’integrazione del capitolato.


PROGETTO FAMIGLIA: un servizio di consulenza ed assistenza alle famiglie e per assicurare risposte educative, psicologiche, di orientamento sanitario, economiche, giuridiche, assistenziali. Proponiamo agevolazioni o esenzioni fiscali ed abbattimenti rilevanti del costo dei servizi per le famiglie disagiate o numerose con tre o più figli: Tariffe per rifiuti ed acqua, libri scolastici, mensa scolastica, costo dell’asilo nido. Risorse per i consultori familiari. Progetto mamme di giorno. Realizzazione di ASILI NIDO per sostenere le famiglie e rendere compatibili le esigenze lavorative dei genitori. Nell’ambito del progetto famiglia occorre inserire e potenziare il servizio di ASSISTENZA DOMICILIARE, rivolto soprattutto alle esigenze degli anziani , prevenendo così situazioni di abbandono e solitudine con conseguente isolamento, ricovero ed istituzionalizzazione. I servizi da assicurare sono quelli di pulizia, cura della persona, cura di pratiche amministrative, preparazione pasti, trasporto, compagnia e stimolo alla partecipazione a momenti di vita associativa. Per gli Anziani è necessario pensare a progetti che ne favoriscano l’incontro e la socializzazione, lo stimolo e la promozione di attività culturali e di volontariato anche al fine di non sprecare la grande risorsa umana di esperienza e di disponibilità per metterla al servizio della comunità cittadina. Attraverso il coordinamento dei responsabili delle politiche sociali, della scuola e le circoscrizioni è possibile individuare molteplici occasioni di impegno.

PROGETTO INFANZIA: Il nuovo governo della città vuole sviluppare un’attenzione particolare ai bambini e vuole sviluppare una politica globale a favore dei bambini, sia sotto il profilo della compatibilità con le esigenze dei bambini delle scelte e dell’organizzazione della città, sia sotto il profilo della prevenzione e del sostegno del bambino per tutte le situazioni di disagio, di emarginazione e di violenza che colpiscono i bambini. Il progetto dovrà essere il frutto della collaborazione tra Comune, Scuole e associazioni di volontariato per creare una città a misura dei bambini, riconoscendone e promuovendone i diritti e le esigenze.

PROGETTO DONNA: le donne in Italia hanno un livello di disoccupazione tra i più alti in Europa e nello stesso tempo c’è il minor tasso di natalità. Il Paese non utilizza un enorme potenzialità in termini culturali ed economici non favorendo l’occupazione femminile e nello stesso tempo non crea le condizioni per favorire la natalità minando il nostro futuro. Vogliamo avanzare proposte per orari dei servizi pubblici, Banca del Tempo, orientamento e formazione per l’ingresso della donna nel mondo del lavoro, tutela della maternità nel lavoro e in particolare per le lavoratrici precarie, potenziamento dei servizi sociali. La nuova amministrazione si farà carico di ogni iniziativa utile perché, in sede di bilancio, si presti attenzione all’istituto del Bilancio di Genere, proprio per promuovere al massimo la condizione femminile, così ricca di opportunità per tutti.

PROGETTO IMMIGRAZIONE: offrire strumenti di formazione culturale e professionale per l’inserimento sociale; servizi sociali e strutture adeguati a fronteggiare le emergenze degli immigrati e delle loro famiglie sostenendo il ruolo insostituibile del volontariato.

PROGETTO GIOVANI: mettere in rete scuole, parrocchie e associazioni di settore per: iniziative sull’emarginazione e sull’abbandono scolastico, iniziative formative in campo civico, culturale e sociale; carta dei servizi per agevolazioni che possano favorire l’accesso e la fruizione di servizi, strutture culturali e sportive, eventi.

CENTRI CIVICI E SOCIALI IN OGNI QUARTIERE. In collaborazione con il volontariato proponiamo di riavviare il programma di dotazione nei quartieri dei centri civici e d ei centri sociali. Per i centri sociali occorre una programmazione ed un coordinamento per le politiche e i progetti condivisi. L’Amministrazione Comunale si impegna ad istituire un tavolo per la programmazione degli interventi con il coordinamento dei centri sociali assicurando le risorse per valorizzare il patrimonio di esperienza e di professionalità che gli anziani possono mettere a disposizione della comunità. I Centri Civici saranno sede delle associazioni, indispensabili per favorire la socializzazione e l’impegno positivo dei giovani e dei cittadini in genere. La costituzione o il rafforzamento di un tessuto di relazioni solidali passa attraverso il protagonismo delle associazioni e del volontariato da supportare a partire dalla messa a disposizioni dei centri civici e dall’uso delle strutture scolastiche anche per favorire e sostenere attività culturali di quartiere grazie alle numerose compagnie teatrali, associazioni ed artisti. In questo ambito e a sostegno del progetto infanzia vogliamo sostenere e valorizzare per la loro funzione sociale gliORATORI PARROCCHIALI . E’ indubbio che queste strutture sono frequentate da tanti ragazzi e che sono realtà aperte alle esigenze di tanti ragazzi e di tanti giovani, grazie all’impegno dei religiosi e di tanti volontari. Migliorare la fruibilità di queste strutture anche attraverso il concorso del Comune costituisce un doveroso segnale di attenzione verso una realtà positiva della città.

Per poter ottenere un servizio a così ampio spettro occorre la collaborazione con cooperative, enti, associazioni e cittadini disponibili. In questo ambito occorre valorizzare la BANCA DEL TEMPO per poter promuovere e utilizzare razionalmente la disponibilità e la solidarietà di famiglie, cittadini, associazioni che possono mettere a disposizione del Progetto Famiglia la loro disponibilità di tempo per collaborare. Attraverso questa cooperazione è possibile dare solidarietà e aiuto rispettando il desiderio di autonomia ; si possono fornire cure senza togliere la persona dall’ambiente noto ; si può recuperare il sapere degli anziani ; creare un coordinamento di risorse pubbliche e private concorrendo a potenziare il servizio dei consultori familiari.

TOSSICODIPENDENZA E ALCOLISMO

Il raccordo tra Comune, istituzioni sanitarie e volontariato è alla base di una politica capace di dare risposte mirate, senza sovrapposizione di interventi e contrasti. Lo sviluppo ed il coordinamento con le Comunità e le associazioni che si occupano del recupero dei tossicodipendenti deve essere finalizzato ad organizzare un progetto di intervento del volontariato nelle scuole per attuare una prevenzione non asettica, medica ed incapace di relazionarsi con i giovani. Attività di monitoraggio e di intervento nelle scuole a seconda delle diverse fasce di età sono iniziative da riprendere e potenziare. Una politica complessiva per i giovani, così come delineata nel programma, costituisce la premessa per diminuire le condizioni di disagio che favoriscono lo sviluppo di questa tragedia di giovani, persone e famiglie.

L’alcolismo colpisce una vastissima area di soggetti, provocando danni in misura inimmaginabile. L’inserimento di un programma di collaborazione con le istituzioni sanitarie per l’indirizzo ed il recupero dei soggetti è uno degli obiettivi da perseguire nell’ambito del progetto famiglia.


SANITA’.

I punti essenziali sono il rafforzamento e l’innalzamento dell’offerta sanitaria e della qualità dei servizi sanitari dell’Ospedale S. Maria Goretti, struttura DEA di II livello istituito a maggio 2008 e formalmente declassato dalla Presidente attuale della Regione. Occorre sviluppare ancora il sito dell’attuale ospedale con nuovi padiglioni per le necessità della struttura di avere maggior spazi per l’assistenza e per l’università. Il nuovo ospedale nell’area nord del Comune per servire anche il comprensorio di Aprilia e di Cisterna è auspicabile ma non si può attendere l’opportunità della nuova struttura senza fare nulla per l’attuale ospedale. Occorrono maggiori servizi sul territorio per ridurre l’inappropriatezza del ricorso a strutture ospedaliere mancando una sufficiente offerta di servizi sanitari adatti a bisogni di cura diversi. E’ necessario migliorare il servizio della deospedalizzazione delle prestazioni e quindi grande attenzione all’assistenza domiciliare e al decentramento possibile dei servizi, come i poliambulatori nelle realtà periferiche: sono due obiettivi che riteniamo indispensabili anche per la presenza dei numerosi borghi nel territorio cittadino. Occorre agire sulla prevenzione, sull’educazione agli stili di vita per promuovere la salute e non solo per intervenire sul paziente. Occorre stimolare con accordi con la AUSL la presenza di poliambulatori di medici di base aperti h 24 per tutta la settimana.

Bisogna sviluppare l’integrazione sociosanitaria e la possibilità di offrire servizi a costo zero all’utenza n particolare per la popolazione anziana e per attuare programmi di screening per patologie mirate al fine di prevenirne l’insorgenza o per curarle tempestivamente.

 

 

6. LATINA E IL MARE: UNA SFIDA DA VINCERE


1. La marina di Latina un dissennato operato pubblico ha di fatto penalizzato l’attuale sviluppo di questa parte della città. Latina si caratterizza per avere due tipologie di lungomare uno con un forte aspetto naturalistico e uno fortemente urbanizzato che richiede un urgente intervento (anche questo anno sarà fortemente compromesso). Due grossi vincoli condizionano le scelte future tutti e due sino ad ora ignorati, il primo a carattere idrogeologico indica che l’espansione degli anni 80 e 90 della città ha di fatto alterato molte delle canalizzazione e dei deflussi di acqua verso il mare per cui oltre all’innalzamento della falda in prossimità del centro della città, risulta probabile un avanzamento delle acque salmastre verso la città fenomeno a cui contribuisce la forte erosione della costa in corso; il secondo aspetto riguarda la presenza di un grande numero di edifici sul lungomare che costituisce una grande rigidità e non si dispone a politiche di demolizione massiva e ricostruzione. Questi due aspetti indicano fortemente che un intervento di riqualificazione del lungomare può disporsi solo a partire dalla condizione esistente. Il progetto di un nuovo lungomare, si vuole optare per una pedonalizzazione e pavimentazione del tratto di lungomare ora carrabile, la viabilità e gli accessi al mare sarebbero garantiti dal sistema a pipe già impostato e parzialmente realizzato, cosi da guadagnare un tratto di area già pubblico su cui intervenire direttamente, il fronte degli edifici potrebbe essere uniformato con un grande o continuo segno architettonico da realizzarsi in prossimità dei piani terra delle abitazioni esistenti a cui si può dare un cambio di destinazione urbanistica da abitazione a commerciale cosi da conformare una nuova passeggiata anche commerciale.

Le linee guida per la riqualificazione del territorio costiero, comprendono i seguenti indirizzi programmatici:

1 il recupero ambientale della fascia dunale.

2 la riqualificazione delle infrastrutture viarie principali e secondarie, che potenzi i collegamenti della Marina di Latina con le principali arterie viarie esistenti e con i principali centri urbani, nonché con il sistema dei Monti Lepini, tenendo in considerazione la riproposizione della Strada Mare-Monti, prevista dal PRG vigente;

3 l’incentivazione delle attività produttive legate alla cantieristica navale connesse anche alla presenza del porto canale di Rio Martino;

4 l’individuazione delle aree da destinare alla ricettività.

Supporto complessivo delle linee guida della Marina di Latina sono i riferimenti più significativi.

Il sistema intermodale Mare-Monti, affiancato dalle piste ciclabili, sarà un catalizzatore connettivo di tutta la sequenza territoriale Latina Scalo- Centro storico- Centro Direzionale- Marina, creando sinergie e avvicinando i territori: più che una infrastruttura sarà un fattore di sviluppo.

Il Complesso Portuale di Rio Martino per il diportismo nautico sarà una occasione per una nuova compatibilità tra lo sviluppo turistico e quello della nautica industriale, per ritrovare il rapporto dei cittadini con il mare, spesso soffocato da uno sprawl edilizio spregiudicato e invasivo, compromissivo dell’identità del luogo.

Nuovi progetti e idee saranno in grado di inserire nuove relazioni che trasformino il degrado spesso associato a queste aree e che valorizzino invece il grande potenziale culturale ed economico che possiedono.

Il Waterfront deve così farsi interprete di una nuova identità complessa, composta da nuove risorse economiche e culturali, nuovi spazi pubblici, nuovi paesaggi dai diversi caratteri identitari, aprendo il dialogo tra vita urbana e città d’acqua, avvicinando cultura e natura alla vita, in una costruttiva compresenza di locale e globale, di innovazione e di tradizione.

La carenza della ricettività alberghiera e extra alberghiera principale (Complessi Ricettivi Campeggistici ex L.R. 59/85, L.R. 13/2007, R.R. 18/2008) è una problematica fondamentale che ha limitato e compromesso lo sviluppo e la qualificazione della Marina di Latina a cui si deve porre rimedio.

La ricettività alberghiera della Marina di Latina: carenza attuale, previsioni, criteri di futuro intervento medio termine e a lungo termine: proposte tecnico amministrative.

Il P.R.G. Piccinato del 1972 prevedeva la ricettività alberghiera della Marina nel Comprensorio Termale in misura rilevante e pari a 4000 (quattromila) posti letto.

Le vicende della proprietà del Comprensorio e quindi dei rapporti con Condotte S.p.A., titolare di una Concessione del Comune di costruzione e gestione del Comprensorio termale, non condussero a risultato positivo alcuno, ancorchè il Comprensorio fosse stato tempestivamente disciplinato da uno strumento urbanistico esecutivo ormai decaduto fin dal 1973 (Piano di lottizzazione convenzionato).

Il Comprensorio termale rimane comunque la sede ottimale già programmata per la ricettività alberghiera della Marina integrata con attrezzature qualificate per eventi artistici (auditorium) e turismo congressistico ( opportunità mai adeguatamente valutata e studiata).

Il successivo Piano Particolareggiato della Marina di Latina, approvato con D.C.C. N. 24/83, ha previsto ulteriori 1000 (mille) posti letto di ricettività alberghiera nei comprensori costieri, come destinazione alternativa al residenziale. (v. art. 9, commi 10, 11, 12 delle N.T.A. del P.P.E. dei Comprensori Costieri, DCC n. 24/83, e della richiamata Tavola n.7 del medesimo Piano): evidente è il tentativo di un intervento progettuale di supplenza a fronte delle carenze.

Anche tale opportunità non fu colta dall’imprenditoria per cui rimane e si accresce la carenza di ricettività alberghiera.

Attualmente nel Comune di Latina il Parco alberghiero è composto di soli 17 esercizi con 1802 posti letto, di cui solo 5 ubicati a Latina Lido con soli 240 posti letto: la dotazione alberghiera della Marina di Latina è drammaticamente quasi inesistente.

La perimetrazione del Centro Edificato di cui all’art 5 della L.R. n. 52/76, ancorchè definita e proposta in sede di formazione del P.P.E della Marina, non è stata mai approvata e quindi non è mai diventata operativa.

Tale previsione, svincolando l’ambito dai rigidi vincoli di sostanziale inedificabilità della fascia di m. 300 dalla linea di riva, avrebbe consentito e potrebbe consentire una disciplina di recupero finalizzata anche a previsioni di ricettività alberghiera a medio termine operando radicali interventi di sostituzione edilizia in termini sia volumetrici sia di destinazione d’uso (ricettiva alberghiera invece di residenziale).

Infatti nel perimetro del Centro Edificato sarebbe tornato in vigore l’indice territoriale di P.R.G. dei Comprensori Costieri e del Comprensorio Termale di 0,40 mc/mq per un utilizzo in fase di recupero anche per finalità alberghiere.

Rilevante è pure l’art 31 quinquies della L.R. 6 Luglio 1998, n. 24 che prospetta, in sede di varianti speciali per il recupero dei nuclei abusivi in ambito paesistico, la riqualificazione urbanistica e ambientale che può consistere nella sostituzione di edilizia degradata con ricettività alberghiera di interesse pubblico “nelle aree urbanizzate” esistenti come individuate dal P.T.P. o dal P.T.P.R..

Tale presupposto è presente in alcuni ambiti del Lungomare, proprio nell’area critica, compresa tra Capoportiere e Foceverde (vedasi Osservazione n. 4 al P.T.P.R. del Comune di Latina: elaborati grafici di inquadramento dell’area in oggetto nel P.T.P.R.) e rappresenta una ulteriore possibilità di intervento a medio termine per sopperire alla carenza di ricettività alberghiera della Marina.

La “Perimetrazione del Centro Edificato” (art 5 L.R. 52/86) e la “variante speciale di recupero” (art 31 quinquies L.R. 24/98) rappresentano procedimenti agibili entrambe in quanto relativi a fattispecie e finalità diverse, ai quali si potrebbe accedere, medio termine, restando la soluzione del problema della ricettività alberghiera comunque da incardinare a lungo termine in una nuova pianificazione della fascia costiera.

Il Sistema viario e dei parcheggi come elemento determinante nella configurazione del territorio

Alla base delle soluzioni viarie adottate anche dal Piano vigente, sta l’obiettivo di rompere il binomio uomo-macchina a vantaggio del rapporto uomo-natura.

L’utilità della macchina in termini di spazio-tempo per raggiungere le località turistiche e per consentire il contatto dell’uomo con la natura deve avere un limite.

Travalicare questo limite e portare la macchina sul luogo stesso del contatto, sulla riva del mare o dentro il parco significa distruggere i valori stessi della natura e modificare il rapporto con l’ambiente.

Pertanto è ormai condivisa e in fase di costruzione la dorsale portante dell’intero sistema, cosiddetta Via Massaro, una viabilità longitudinale di servizio agli insediamenti che collega questi alla zona di Valmontorio a nord-ovest ed alle Terme a sud-est.

Ogni senso di marcia dovrà essere costituito da due corsie, da una banchina, da piazzali di sosta in corrispondenza delle aree di servizio e da una pista ciclabile che ripetutamente si svincola per accedere alla duna tramite il sistema di accesso al mare con viabilità trasversale a pettine, proposto fin dal 1977, mai compiutamente realizzato.

La dorsale, cosiddetta del Mastropietro, costituisce il drenaggio delle varie provenienze verso la costa e smistamento di esse nei punti richiesti tramite viabilità di penetrazione a pettine ed a fondo cieco verso la duna che delimita le aree insediative da quelle destinate a verde rimanendo ad ambedue tangenziale.

I parcheggi, realizzati e in gran parte da costruire, devono distinguersi in due gruppi:

Fanno parte del primo gruppo i parcheggi al servizio delle organizzazioni insediative, collegati alle vie longitudinali e tangenti gli insediamenti per tutta la loro lunghezza; fermano le macchine a monte di essi e permettono una configurazione delle residenze quali ambiti di tranquillità serviti da vie pedonali.

Fanno parte del secondo gruppo i parcheggi al servizio della spiaggia e del mare per l’uso di tutti (residenti, pendolari, escursionisti).

Essi saranno articolati su sette pettini, si ampliano verso la costa e massimamente al termine di essi, lì dove sono ubicate le attrezzature per il mare.

Costituranno, insieme a queste, i punti strategici di servizio.

A completamento della viabilità carrabile, la rete pedonale costituirà tessuto connettivo delle aree verdi, delle dune, della spiaggia con le residenze ed i servizi, realizzerà il continuum naturale senza interferenze da parte delle auto invitando il turista nei punti di massima fruizione.

I residenti stagionali saranno invitati al mare o al parco dalle loro abitazioni; i pendolari e gli escursionisti dai parcheggi delle loro macchine sono portati ai centri di servizio balneare ed al parco.

L’attuale strada Lungomare diverrà pedonale, interrotta in vari punti, costituendo così, oltre che momenti di passaggio dalle vie carrabili al mare, isole pedonali per la passeggiata ed il riposo.

Tale pedonalizzazione della Lungomare, un assioma di tutti gli atti di programmazione urbanistica fin dagli anni ’50, è ormai entrata nella logica del comune sentire della gente, se associata ad un sistema alternativo di accesso al mare.

La pedonalizzazione potrà essere graduale con due interruzioni della Lungomare per ogni via di penetrazione alla duna.

Subito potranno realizzarsi sulla Lungomare due interruzioni e altrettante isole ecologiche a Ovest e ad Est della Via Casalina.

La presenza del canale Colmata suggerisce l’idea di una sua utilizzazione per i piccoli natanti.

La soluzione costituirà un arricchimento estetico e funzionale del comprensorio, facilitando la rimessa delle piccole imbarcazioni, liberando la spiaggia dalla loro presenza, collegando i piccoli specchi d’acqua prevedibili nel verde, arricchendo il parco, attraversandolo, con nuovi elementi di fruizione.

IL Comprensorio del Fogliano e di Torre Astura. Il Fogliano dispone di condizioni forti a livello naturalistico, c’è la Casina Inglese di cui completare la riqualificazione, il Giardino botanico e la fruibilità con piste ciclabili, a partire da quella nuova da realizzare per collegare Latina al lago. La pista ciclabile è da realizzare anche tra Latina e Capoportiere, destinando quella attuale solo ai pedoni. Così per l’Astura, il parco e la pista ciclabile di collegamento con Le Ferriere, comprensorio in cui vi sono la Cartiera, Satricum, La casa di Santa Maria Goretti, il Borgo Medievale di Montello e aziende per l’enogastronomia, sono gli elementi di rilancio del territorio nel rispetto dell’ambiente e per la sua valorizzazione anche economica.

Per i campeggi occorre adottare subito il Piano e lavorare per la loro riapertura.


7. DA LATINA AMBIENTE AD UNA POLITICA PER L’AMBIENTE – Latina impatto zero. NO al nucleare - SI alle rinnovabili – Risparmio energetico, sostenibilità e fotovoltaico sugli edifici pubblici. Piano per il Verde. Pia Mobilità sostenibile. Difesa dei cittadini da Acqualatina. Tutela del territorio- Consorzio di Bonifica- Agricoltura

 

Latina città ad impatto zero

E' necessario adottare un “approccio generazionale” alle problematiche ambientali: la tutela dell’ambiente è innanzitutto un dovere inderogabile nei confronti delle generazioni future, oltre che un mezzo per migliorare gli standard qualitativi di vita in città. Latina cresce in abitanti e le sue “strutture urbane” devono crescere anche in qualità.

I giovani saranno i protagonisti della vita socio-culturale della città di Latina. Lo faranno in un ambiente urbano e rurale a misura d’uomo che valorizza le bellezze naturali e architettoniche della città razionalista e le declina verso una città futura ad emissioni Zero.

Non una città dormitorio ma una città giardino, dinamica e multifocale dove i luoghi possono rappresentare diverse idee, tutte connesse da una viabilità organizzata, efficiente ed ecologica.

Crediamo in una completa ristrutturazione ecologica della città: che vuol ripensare completamente i comportamenti individuali e collettivi e volgere ad un orientamento sostenibile gli strumenti di gestione del territorio. Per questo sottoscriviamo il Patto Dei Sindaci.

Il Patto dei Sindaci è l'impegno delle municipalità ad andare oltre gli obiettivi UE del pacchetto clima energia fissati per l'anno 2020 (ridurre del 20% le emissioni di gas serra, migliorare del 20% il risparmio energetico ed aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili).
I Comuni aderenti al Patto dei Sindaci contribuiscono concretamente a raggiungere e superare questi obiettivi attraverso l'implementazione dei propri piani energetici. Il ruolo degli enti locali è decisivo nel contrastare i cambiamenti climatici: più della metà delle emissioni di gas serra sono prodotti nelle Città. La maggioranza della popolazione mondiale vive e lavora nei centri urbani, dove viene consumata un’enorme quantità di energia. Gli enti locali, che sono le amministrazioni pubbliche più vicine ai cittadini, sono gli interlocutori più adatti a raccogliere le loro istanze. Inoltre, sono in grado di tradurre gli interessi pubblici e privati in un percorso comune in direzione di uno sviluppo sostenibile. Perciò, gli enti locali devono passare all'azione ed implementare politiche per l'energia sostenibile. Il loro ruolo deve essere riconosciuto e sostenuto. Il Patto dei Sindaci è un'iniziativa della Commissione Europea che mira in alto e che assegna alle città il compito di contrastare i cambiamenti climatici attraverso l'implementazione a livello locale di politiche energetiche sostenibili  in grado di creare nuove professionalità, di migliorare la qualità della vita dei cittadini e di affrontare temi cruciali per la nostra società. L'impegno formale assunto da chi aderisce al Patto deve poi essere tradotto in azioni concrete. Le città aderenti accettano di essere monitorate nell'attuazione dei loro Piani d'Azione ed accettano di poter essere escluse dal Patto nel caso in cui non agiscano in conformità ad esso. I Comuni che aderiscono al Patto dei Sindaci si impegnano a presentare il proprio Piano d'Azione sull'Energia Sostenibile (SEAP) entro un anno dalla loro adesione.
Il SEAP è un documento fondamentale nel quale sono indicate le strategie attraverso le quali il Comune raggiungerà l'obiettivo di ridurre la CO2 entro il 2020. Dal momento che l'impegno richiesto riguarda l'intero territorio comunale, il SEAP dovrà includere azioni indirizzate sia al settore pubblico che a quello privato. In generale, nella maggior parte dei SEAP sono inseriti interventi nei seguenti settori:

  • edilizia
  • infrastrutture comunali
  • uso del territorio e pianificazione urbana
  • energie rinnovabili
  • trasporti e mobilità urbana
  • coinvolgimento dei cittadini
  • utilizzo intelligente dell'energia da parte di cittadini, consumatori ed aziende.

Sono escluse le riduzioni di emissioni dovute alla delocalizzazione degli impianti industriali. I Comuni sono chiamati ad intervenire come consumatori, fornitori di servizi, pianificatori, sviluppatori, regolatori, consulenti, motivatori, modello di riferimento, produttori e fornitori. Il SEAP dovrebbe essere presentato alla cittadinanza per essere discusso prima della sua approvazione. I progetti condivisi hanno maggiori possibilità di successo e di continuità nel lungo periodo. Agenzia locale per l’energia e lo Sviluppo Sostenibile E’ un´ associazione senza scopo di lucro dotata di autonomia patrimoniale. E´ indirizzata alla prestazione di servizi a imprese, operatori economici e sociali, enti pubblici e di diritto privato, altre associazioni, nei settori della razionalizzazione e del miglioramento dell´efficienza nell´uso delle risorse energetiche, del risparmio energetico, del ricorso a fonti energetiche rinnovabili, della riduzione delle emissioni di gas climalteranti, della promozione del trasporto collettivo, della sensibilizzazione dell´opinione pubblica nei confronti dello sviluppo sostenibile e in ogni altro campo collaterale. L´Associazione opera in conformità a quanto disposto dalla legge 9 gennaio 1991 n. 10 e dai relativi decreti esecutivi, con particolare riferimento al DPR 26 agosto 1993, n. 412 e successive modifiche e persegue, tra l´altro, l´obiettivo di contribuire all´attuazione delle previsioni del Piano Energetico Comunale. L´Associazione svolge la propria attività prioritariamente a favore di soggetti operanti nel territorio del Comune ma può accettare incarichi o fornire collaborazioni in tutto il territorio nazionale e cooperare con altre Agenzie nella Comunità Europea. Al fine di garantire la tutela della salute e dell´ambiente urbano. L´Associazione può intraprendere azioni e sviluppare il proprio programma di lavoro secondo le seguenti direttrici:

  • Analisi dei flussi energetici e individuazione di direttrici di intervento a livello locale nei settori privato e pubblico;
  • Miglioramento dell´efficienza energetica nel Settore privato;
  • Miglioramento dell´efficienza energetica nel Settore pubblico;
  • Interventi sul sistema energetico territoriale;
  • Analisi e previsioni strategiche riguardanti i sistemi energetici locali, con particolare riferimento alla sostituzione delle fonti energetiche fossili con fonti rinnovabili;
  • Consulenze per il miglioramento dei sistemi energetici locali, con particolare attenzione a strutture e servizi degli enti pubblici, delle imprese private e dei cittadini;
  • Campagne di informazione, formazione e promozione riguardanti le tematiche energetiche e ambientali con iniziative sia di carattere generale sia rivolte a target definiti (scuole, imprenditori, operatori pubblici, ecc.);
  • Altre attività afferenti al settore energetico

L´Associazione può compiere ogni attività che sia, in maniera diretta o indiretta, attinente agli scopi sociali e conforme alle previsioni del contratto stipulato con la Commissione Europea per il primo triennio di attività. Piano Energetico Comunale – PEC. La normativa vigente prevede l'obbligo di redigere un Piano energetico solo per i comuni sopra i 50.000 abitanti, dotarsi di questo importante strumento consente di capire quali interventi attuare sul patrimonio comunale per dare un significativo contributo all'abbattimento delle emissioni climateranti. Obiettivi generali del Piano Energetico Comunale:

· Censimento Energetico degli Edifici di proprietà comunale con particolare riferimento alle strutture scolastiche (asili, scuole materne, elementari e medie inferiori), dove individuare i possibili interventi di risparmio energetico e ricorso alle fonti rinnovabili.

· Capitolati d'appalto per la gestione energetica degli impianti e degli edifici, contenenti forme innovative per l'incentivo d'interventi "energy saving" ripagati con il risparmio stesso nel corso dei una gestione pluriennale.

· Regolamento Edilizio con uno specifico richiamo a "Linee guida per l'Energia", contenenti raccomandazioni progettuali per l'uso efficiente dell'energia e la valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili, in particolare nelle aree in trasformazione, recupero e riqualificazione urbana.

Regolamento Edilizio. Il regolamento disciplina tutti gli interventi di edilizia ed incentiva quelli che presentano caratteri di qualità dello spazio fisico e dell’ambiente, rispettando i principi di ecoefficienza e di ecocompatibilità.

2. Gli interventi di trasformazione edilizia devono raggiungere livelli di qualità energetico – ambientale degli spazi scoperti e di quelli edificati, al fine di renderli compatibili con le esigenze antropiche e con l’equilibrio delle risorse ambientali.

3. La qualità insediativa ed edilizia è l’obiettivo principale della progettazione che è tenuta a

considerare: a. la compatibilità ambientale;b. la ecoefficienza energetica;c. il comfort abitativo;

d. la salvaguardia della salute dei cittadini.

Per realizzare questa trasformazione occorre coinvolgere tutte le istituzioni, i cittadini e le imprese nello sforzo. Alcune idee e proposte sono quelle dell'adozione di un “regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana”, anche con incentivi volumetrici per gli interventi di demolizione e ricostruzione energeticamente qualificata, quella di un programma di installazione del Fotovoltaico sugli edifici pubblici e le scuole, con incentivi o e risparmi destinati alle stesse attività scolastiche.


PIANO PER IL VERDE


La qualità della vita dei cittadini si misura anche dall'attenzione che le città dedicano alle aree verdi. Cinque elementi debbono accomunare i parchi: a) la recinzione per garantire la sicurezza sia nelle ore di apertura, in particolare per i bambini, sia nelle ore notturne perché non si trasformino in luoghi pericolosi; b) assenza del cemento ; c) aree attrezzate per i bambini non possiamo fare dei parchi per pavimentare le aree verdi: siamo per una soluzione di verde totale; d) aree dedicate ai cani dove possono fruirle liberamente mentre nel parco occorre garantire sicurezza agli utenti; e) la custodia e gestione dei parchi anche attraverso cooperative e volontariato. Per questo motivo, nell'ambito di una programmazione di politiche ambientali e della stesura di un vero e proprio Piano del Verde, ritengo necessario un intervento sui attuali parchi pubblici, che devono essere recintati e custoditi, affidati a cooperative sociali che si possono remunerare con alcuni servizi come un chiosco, campi da calcetto o parcheggio, così da assicurare l'ordinaria manutenzione degli arredi urbani e delle attrezzature ludiche laddove esistenti. Le zone adibite a prato devono poter contare su un sistema di irrigazione e un ripristino del fondo qualora degradate.

Inoltre in queste aree, così come nelle oasi verdi, si deve prevedere anche un orto botanico d'inverno e all'aperto. Oltre alla coltivazione ci si potrebbe aprire alla ricerca, alla didattica e alla conservazione di specie rare o in via d'estinzione. In aree lontane dall'inquinamento causato dallo smog si potrebbero ricavare fazzoletti di terra da adibire ad orti urbani, polmoni verdi che non solo educano a politiche ambientali sostenibili e all'autoproduzione effettuata senza fertilizzanti o prodotti chimici, ma rispondo anche ad un'idea di socializzazione in quanto punto d'incontro per la comunità. Le zone ortive saranno oggetto di un progetto a favore degli anziani al fine di evitarne l'isolamento, contribuire a mantenerli autosufficienti, permetter loro un sano impiego del tempo libero, permettere alla loro famiglia di avere una risorsa alimentare a costo zero, frutto del loro impegno nella cura dell'orto, facilitare occasioni di incontro, di discussione e di vita sociale e stimolare una funzione didattica fatta di incontri con le scuole della zona per trasmettere l'amore e il rispetto per la natura attraverso l'esperienza ortiva.

Le aree verdi di quartiere potrebbero essere affidate alle associazioni ambientaliste, vanno coinvolti anche i centri sociali per strutturare progetti condivisi, finalizzati alla realizzazione di opere con materiali eco-compatibili in vista di una migliore sostenibilità. Il coinvolgimento deve essere esteso anche a quei condomini che si dichiarano disponibili a fare manutenzione nelle aree verdi di quartiere. Infine ho intenzione da subito di realizzare un progetto di riqualificazione dei Giardinetti pubblici che parta dal risanamento dell'attuale, una nuova recinzione che garantisca sicurezza, trasparenza e piena permeabilità visiva. Cura del verde, percorso ciclabile dedicato ai bambini, corredato di segnaletica stradale in modo che fin da piccoli si possano apprendere le principali nozioni educative, area giochi, area servizi e spazi sostenibili per manifestazioni culturali saranno elementi di valorizzazione degli storici “giardinetti”. La riqualificazione dello storico tennis club rappresenterà un ulteriore elemento migliorativo del parco cittadino.

Essenziale anche la messa in atto di opere tecnologiche per la sorveglianza.

Queste azioni consentirebbero di utilizzare al meglio le risorse comunali, non dovendo far fronte a tutte le esigenze.

PIANO DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE ED INTEGRATA – SERVIZI PER I PENDOLARI

Il rinvio della gara d’appalto per il servizio di trasporto pubblico a Latina era una necessità che avevo segnalato al commissario Nardone, il quale ha convenuto sull’opportunità di una proroga per consentire alla nuova amministrazione comunale di redigere un nuovo piano della mobilità. Rifare la gara sulla base dell’organizzazione del servizio attuale sarebbe stata una scelta negativa per la città in quanto il servizio di trasporto pubblico è inefficiente e sostanzialmente non utilizzato dai cittadini. Avevo chiesto al Commissario di interessare Urbania, la società che gestisce i parcheggi per il Comune, al fine di revocare la richiesta di 8 euro al giorno per il parcheggio multipiano a Latina Scalo, interamente finanziato dalla Regione. E’ vergognoso che la società rimanga indifferente. E’ stato un errore aver tolto di mezzo le cooperative sociali: occorre riaffidare la gestione dei parcheggi alle cooperative e cambiare la scelta della vecchia amministrazione di non assumere vigili urbani ma solo addetti al traffico per controllare i biglietti per il parcheggio nelle strisce blu. Le strisce blu indiscriminate sono state un eccessivo regalo ad Urbania a danno dei cittadini. Il trasporto pubblico deve essere riorganizzato con un servizio navetta tra Latina e Latina scalo per rendere più competitivo l’uso del mezzo pubblico rispetto a quello privato. La Stazione ferroviaria deve essere riqualificata e dotata di servizi migliori per i viaggiatori, in particolare pendolari, deve essere resa accessibile alle persone diversamente abili, in particolare il sottopasso, che deve essere collegato con il parcheggio finanziato dalla Regione e realizzato dalla parte di Sermoneta Scalo. Le carrozze ferroviarie sono vecchie, sporche, senza servizi e con posti a sedere insufficienti. Occorre potenziare la presenza di Trenitalia e il servizio per l’utenza. Il biglietto integrato con il sistema metrebus deve essere una realtà al più presto anche per Latina. Il Comune deve avere un’interlocuzione costante con Trenitalia e con l’assessore regionale alla mobilità per rappresentare i problemi dei pendolari. L’ultima vicenda dell’abbonamento intercity, per cui Trenitalia ha revocato la possibilità di sottoscrivere mensilmente l’abbonamento/supplemento, obbligando i pendolari all’abbonamento annuale per usufruire di questo servizio al costo di 150 euro rappresenta una rigidità che fa aumentare i costi per i cittadini. Il nuovo piano della mobilità dovrà incentivare l’uso di mezzi diversi dall’auto privata. La rete di piste ciclabili che colleghi ciascun borgo e Latina Scalo alla Città, nonché all’interno del centro urbano servirà non solo a promuovere la migliore fruibilità e vivibilità del territorio e lo svolgimento di attività fisica, consentirà di diversificare per molti mesi l’anno la mobilità da e per la Città, di alleggerire il traffico cittadino, favorire l’accesso al centro storico senza autovetture. La predisposizione di un piano parcheggi a ridosso della circonvallazione per favorire l’accesso pedonale, insieme ad un rinnovato ed efficiente trasporto pubblico e l’uso della bicicletta consentiranno una qualità ambientale urbana notevolmente superiore.

POTENZIARE LA VIABILITA’ E I COLLEGAMENTI al servizio dei cittadini e delle imprese. Per questo bisogna realizzare la grande arteria cittadina Mare-Monti per collegare la Stazione di Latina Scalo con la Città e con la Marina, quale alternativa all’attuale strada (via Epitaffio e via del mare), consentendo di raggiungere la Stazione ferroviaria e la marina in tempi rapidi: è necessaria sia per muoversi più agevolmente nella Città sia come sia come supporto allo sviluppo turistico. Il primo finanziamento di 10 milioni di euro del 2006 consentirà di andare nel 2011 in gara d’appalto per il tratto Latina-Latina Scalo; la strada tangenziale nord che collegherà l’ultimo tratto della nuova Autostrada Pontina da Borgo Piave a Borgo San Michele, liberando l’attuale tratto della Pontina che divide i quartieri Nuova Latina e Nascosa (ex Q4 e Q5) dalla Città. Il raddoppio della Pontina e la bretella di collegamento con l’autostrada Campoverde-Cisterna-Valmontone rappresentano la nostra priorità per far uscire Latina dall’isolamento. L’aggancio all’autostrada è prioritario rispetto ad altri progetti: permetterebbe di intercettare i grandi flussi di persone e merci da e per il Nord Italia e per l’Europa, è una scommessa irrinunciabile per legare la comunità pontina ad un arteria vitale per lo sviluppo futuro della provincia. Decongestionerebbe la Pontina; costituirebbe un forte elemento di integrazione con l’area sud della provincia di Roma (Pomezia, Anzio, Nettuno e Velletri) in controtendenza alla tendenza accentratrice sull’area romana e in vista della costituzione, dopo Roma Capitale, dell’Area Metropolitana Vasta (Roma e provincia con poteri accresciuti), in una Regione in cui l’80% delle rappresentanze in Consiglio sono dell’area romana. E’ una questione cruciale il nuovo assetto istituzionale per le province, a cui servono politiche di riequilibrio. L’integrazione con il Basso Lazio attraverso la nuova SS 156 costituisce l’indispensabile completamento di una moderna rete di infrastrutture viarie, premessa per consentire alle imprese di continuare ad investire sul nostro territorio, promuovendo nel contempo la nascita di nuove aziende.

CAMBIARE IL SISTEMA DEI SERVIZI A PARTIRE DAI RIFIUTI E DALL’ACQUA.

A Latina per fare una vera politica dell'ambiente occorre superare Latinambiente e Acqualatina. La politica delle società miste di questi quindici anni di Destra ha prodotto scarsi servizi per i cittadini, bollette alle stelle, cartelle pazze, lauti guadagni per i privati e clientela per i politici. A Latinambiente non dovranno essere rinnovati i contratti in scadenza in attesa di poterla sciogliere e riorganizzare il sistema di raccolta e gestione integrata dei rifiuti.

Occorrerà predisporre un contratto di servizio più serio e stringente, capace di tutelare maggiormente la parte pubblica e di garantire più trasparenza nei conti. I soldi risparmiati del CDA di Latina Ambiente verranno utilizzati per potenziare la struttura amministrativa del Comune che si dedicherà al controllo, al monitoraggio e alla vigilanza.

La raccolta differenziata va riorganizzata e resa efficiente, va costruito un Centro di trattamento e selezione dei rifiuti, la frazione non riciclabile potrà essere inviata all'inceneritore di Colleferro, Latina non conferirà più nella discarica di Borgo Montello per la quale dovrà gradualmente avviarsi l'opera di bonifica.

Si deve passare dalla TIA 1 (disastrosa per famiglie e molte imprese) alla TIA 2, rimodulata in modo più equo e risolvendo alcune distorsioni gravi che danneggiano le famiglie e specifiche attività commerciali e produttive. Va infine prevista anche una riduzione della tariffa per chi conferisce direttamente in isola ecologica quantità di rifiuti differenziati (plastica, carta, vetro, metalli).

Per il servizio di ACQUALATINA avvieremo subito una Commissione d’inchiesta per far rispettare gli obblighi contrattuali delle due società, nomineremo tecnici preparati per l’ATO per la sorveglianza dell’effettivo lavoro e per il monitoraggio degli investimenti dovuti da Acqualatina. Occorre difendere i cittadini rispetto ad Acqualatina. Sostengo il SI al referendum d giugno. E’ necessario un pool di tecnici che controlli rigorosamente il contratto con cui il socio privato si è aggiudicata la gara per il servizio di gestione delle risorse idriche ed è necessario istituire uno sportello comunale in difesa del cittadino nelle relazioni con la società Acqualatina.

IL MIGLIORAMENTO E LA RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE DEL TERRITORIO COMUNALE sono questioni che concretamente incidono sulla nostra possibilità di sviluppo.

E’ strategico il rapporto con il Consorzio d Bonifica, con cui occorre attivare un raccordo costante e sviluppare programmi comuni di intervento e manutenzione del territorio per difenderlo e valorizzarlo. I programmi di pianificazione del territorio debbono avere grande attenzione all’impatto sul sistema idraulico e per questo occorre una collaborazione istituzionale tra Comune e Consorzio, al di là delle competenze assegnate dalla legge.

La rete dei canali deve essere ricondotta ad una piena efficienza idraulica e può essere avviata un’opera di recupero ambientale della rete di bonifica con interventi di recupero e sistemazione dei terreni marginali, urbani e di periferia, invasi e degradati da materiali vari e rifiuti.

Inquinamento delle falde e loro impoverimento con il proliferare di pozzi abusivi pone il tema della salvaguardia delle risorse idriche con evidenti e pesanti riflessi per il turismo, l’agricoltura e per il dissesto idrogeologico.

L’AGRICOLTURA è settore che merita attenzione particolare per la sua peculiare presenza nel territorio della città. Gli obiettivi da perseguire sono :

1) TUTELA DELL’AMBIENTE. Le zone ormai urbanizzate e non più utilizzabili in agricoltura sono oggetto di perimetrazione per poter dare una disciplina urbanistica e dotare di servizi le aree. Garantire una seria tutela in ordine agli indici di edificabilità per le aree ancora utilizzabili per lo sviluppo agricolo, per quali occorre sfruttare al meglio gli strumenti offerti dalla legge urbanistica regionale e dal Piano Regolatore Generale come la perequazione. La giusta esigenza di tante famiglie di costruire, avendo del terreno a disposizione, per dare una casa ai propri figli deve trovare una risposta organica, attraverso una pianificazione volta a contemperare le diverse esigenze di salvaguardia del territorio e di edificabilità dei proprietari. Tenuto presente quanto previsto dall’attuale legge regionale sul Piano casa e delle possibili modifiche anche per le aree agricole, si può pensare a dei piani urbanistici dei borghi, ciascuno assunto come polo di riferimento di una certa porzione del territorio comunale, in cui prevedere uno sviluppo edilizio che supporti una politica di promozione di accordi tra Comune e proprietari dei fondi che hanno come esigenza prioritaria quella della casa, rispetto a programmi di investimento nel settore agricolo. L’azzeramento dell’indice di edificabilità del proprio terreno non ancora utilizzato in cambio del trasferimento della capacità edificatoria maggiorata con un premio di cubatura nel piano urbanistico del borgo di riferimento potrebbe rappresentare un’opportunità concreta. Di salvaguardia del territorio e di risposta alle esigenze dei proprietari delle zone agricole. In questo modo si garantirebbero volumetrie a chi ha terreni agricoli, attribuite nell’ambito di strumenti urbanistici adeguati volti a salvaguardare l’identità dei borghi pur prevedendone un accrescimento, mentre si renderebbero disponibili vaste aree ad indice zero, a cui rimarrebbe solo il valore agricolo, avendo già ottenuto il proprietario la redditività edificatoria.

Rimane tuttavia un dato non superabile. L’agricoltura deve essere sostenuta e per questo le aziende debbono garantire sufficiente remunerazione ai coltivatori. Il Programma di Sviluppo rurale ha trasformato il ruolo dell’impresa dandole un’impostazione multifunzionale, di tutela e valorizzazione del territorio. Non basta. Occorre attivare tutti gli strumenti per sostenere gli investimenti in agricoltura di qualità e per la tipicità dei prodotti: occorre sostenere la commercializzazione. Occorre attivare subito il distretto per l’ortofrutticoltura per la provincia di Latina, sostenere l’approvazioni di norme regionali a tutela dei consumatori sulla tracciabilità dei prodotti.

Occorre battersi per salvaguardare la produzione del Kiwi.

La legge regionale nelle fitopatologie, approvata all'unanimità in Consiglio Regionale, rappresenta il primo traguardo raggiunto e la riunione è stata utile e tempestiva per fissare i passaggi successivi. Ottenere il via libera alla legge dall'Unione Europea, impegnare il Ministero con risorse adeguate all'emergenza che si vive da parte dei produttori.

Non possiamo però attendere il Ministero ed occorre che la Regione faccia uno sforzo straordinario per sostenere un settore decisivo dell'economia provinciale e laziale, essendo leader a livello mondiale nella produzione del kiwi.

Che la Regione impegni, nell'assestamento di bilancio prossimo, tutti i milioni di euro necessari, anche anticipando, come prevede la legge, le risorse che necessariamente il Ministero dovrà mettere a disposizione.

Gli obiettivi sono: 1) monitorare da parte della Regione lo stato della fitopatologia nei territori; 2) coordinare ed assicurare di concerto con il Governo e le altre Regioni che i risultati della ricerca siano messi in comune per accelerare risultati efficaci; 3) occorre sviluppare un'azione di trattamento tesa a difendere le coltivazioni prima di procedere all'eradicamento e sostituzione piante. A tal proposito occorre assicurare la certificazione delle piantine da selezionare con metodi rigorosi.

E' essenziale che le risorse siano destinate ai produttori che debbono essere sostenuti economicamente per resistere a questa fase durissima ed assicurare futuro alla coltivazione del kiwi.

CENTRO SERVIZI. Il Comune deve attivare, in collaborazione con le associazioni di categoria, un centro di informazione e di servizi a supporto dell’agricoltura : LO SPORTELLO VERDE sarà lo strumento, oltre che per le informazioni sulle metodologie di coltivazione, sulle tecniche alternative di coltivazione, sulla gestione aziendale, sulla commercializzazione dei prodotti e sulla cooperazione favorirebbero una qualificazione del settore agricolo con ricadute in termini di occupazione e di tutela del consumatore, sarà lo strumento per assicurare all’imprenditore agricolo l’unico interfaccia con la Pubblica Amministrazione.

3) SVILUPPO DELLA RICERCA. Nell’ambito del discorso sull’Università si deve perseguire l’apertura della facoltà di Scienze Agrarie per consentire un salto di qualità della nostra agricoltura in termini di innovazione e di produttività.

4) Promuovere la qualificazione del settore significa incentivare una produzione che punti tutto sulla qualità per entrare nel mercato con più credibilità ed attivare forme di valorizzazione della campagna che si integrino con lo sviluppo di una cultura turistica che veda integrate tutte le risorse a disposizione. Il distretto rurale per l’ortofrutticoltura e l’agroalimentare di qualità rappresenta un’occasione di rilancio del settore. L’attenzione della Regione Lazio che ha approvato leggi importanti come quella dei distretti rurali, la legge sugli agriturismo, la legge sugli OGM e l’approvazione del Piano di Sviluppo Rurale sono strumenti che favoriscono un rilancio vero del settore che può puntare alla qualità con maggiore credibilità e con notevoli potenzialità di penetrazione sui mercati nazionali, europeo e del mediterraneo. E’ da sviluppare anche il settore dell’agricoltura sociale per fornire servizi ad anziani e ragazzi, attraverso l’uso terapeutico del rapporto con il territorio e con l’agricoltura. Occorre favorire la vendita a km zero, la filiera corta per aiutare i produttori a sostenere economicamente le aziende: per questo si possono individuare aree nei borghi e nei quartieri periferici per la vendita a Km zero, attraverso un accordo con le associazioni agricole per organizzare i produttori e metterli in condizioni di vendere. Occorre istituire un tavolo verde con cui concordare misure di sostegno e servizi da offrire ai produttori. Il tavolo verde deve avere come rappresentante del Comune l’assessore che abbia anche la delega alle politiche agricole.

 

 

8. LATINA PER UN COMUNE VIRTUOSO, TRASPARENTE E ORGANIZZATO AL SERVIZIO DEI CITTADINI – PROTEZIONE CIViLE

 

L’Amministrazione Comunale di Latina ha bisogno di una profonda riorganizzazione basata sull’efficienza, la trasparenza e l’utilizzo razionale delle risorse, eliminando gli sprechi. Il Comune di Latina ha bisogno di procedere nello snellimento della macchina burocratica, appesantita da troppi incarichi dirigenziali. La riorganizzazione deve essere il frutto di un’analisi che consenta di razionalizzare sulla base dei carichi di lavoro e sulla base degli obiettivi da fissare in termini di procedure trasparenti e di tempi di risposta certi alle istanze dei cittadini. L’informatizzazione, l’offerta di servizi online ai cittadini e la rapidità delle risposte sono gli obiettivi prioritari della nuova amministrazione. L’organizzazione di un’efficiente sportello unico delle attività produttive sarà uno dei punti di forza della nuova amministrazione insieme ad una organizzazione di professionalità del Comune specializzata per la ricerca di risorse regionali, nazionali ed europee. La valorizzazione delle risorse umane e professionali secondo criteri di merito e di capacità deve essere una sfida da condividere insieme con il personale, su cui occorre investire in termini di formazione e di crescita professionale per aumentarne la produttività. La macchina amministrativa comunale è uno strumento indispensabile per l’azione di governo del Sindaco e dell’amministrazione comunale complessiva. La dirigenza dovrà godere della sua piena fiducia ed essere messa alla prova per verificarne le capacità in relazione agli obiettivi programmatici del Sindaco.

La Pubblica Amministrazione ha innescato negli ultimi anni importanti processi di cambiamento della propria attività finalizzati al miglioramento dell’efficienza della macchina amministrativa, allo snellimento delle pratiche burocratiche e soprattutto ad una revisione dei rapporti con il cittadino e le imprese. Questo ambizioso processo di rinnovamento passa attraverso l’informatizzazione della intera struttura pubblica.

L’E-government è una parte integrante delle attività dell’amministrazione pubblica, uno strumento per la crescita e lo sviluppo della società civile e il mezzo attraverso il quale le autorità governative implementano una relazione basata sull’apertura, la trasparenza ed il dialogo con la cittadinanza.

L’applicazione delle nuove tecnologie alla P.A. non consiste solo nella digitalizzazione della macchina amministrativa, ma è un fenomeno di più ampie dimensioni che investe il funzionamento delle società democratiche ed il modo di governare, trasformando i rapporti gerarchici in rapporti di collaborazione.

Le politiche di E-government hanno prodotto una profonda ristrutturazione dei processi organizzativi e hanno contribuito ad accrescere la familiarità dei cittadini verso Internet ed il computer, inoltre hanno rappresentato un supporto importante per il miglioramento dei rapporti tra Stato e cittadinanza.
Il ruolo svolto dalle ICT, però, non si ferma alla sola applicazione in materia di E-government, ma abbraccia sfere più ampie quali l’interazione sociale e la partecipazione politica, nell’ottica di una governance che vada sempre più verso una good governance in cui prevale un uso relazionale e solidale delle risorse ed un’amministrazione che basa il proprio potere sul consenso e sulla legittimità.

L’E-governance rappresenta, dunque, il ponte tra l’ E-government (in cui le ICT sono impiegate per migliorare le performance della pubblica amministrazione.) e l’ E-democracy.
Numerose sono le best practice rilevabili in Italia e all’estero in tema di e-government, di e-governance e di e-democracy, ma la realtà italiana, in generale risulta alquanto disomogenea. Per questo motivo è ancora importante che gli Enti Locali facciano propri i valori alla base dell’iniziativa e-Europe, affinché l’innovazione non risulti un processo calato dall’alto, sotto la spinta dei fornitori di tecnologie, ma risponda alle reali esigenze di miglioramento dei processi interni alla P.A. e delle relazioni con i cittadini e le imprese.

Combattere la burocrazia. Efficienza, competitività, trasparenza nei rapporti con i cittadini, coinvolgimento del personale degli Enti locali: la necessità di innovare la Pubblica Amministrazione passa attraverso questi fattori.

Si tratta quindi di un compito di grande rilevanza e il conseguimento dell’obiettivo è atteso dai cittadini e dalle imprese.

Puntare sull’innovazione significa migliorare l’efficienza della macchina amministrativa e quindi garantire una vicinanza più stretta tra istituzioni e cittadini.

Non dobbiamo aver paura di sperimentare nuovi sistemi per ridurre tempi e costi, lavorando in un’ottica di efficienza e trasparenza amministrativa.

Ce lo chiede una società moderna attenta alla qualità, alla sostenibilità, alla competitività economica, alla solidarietà sociale. Un Comune efficiente è in grado di garantire meglio questa modernità.

Un processo di innovazione e di snellimento burocratico passa attraverso il coinvolgimento dei dipendenti pubblici, attraverso la loro qualificazione, con un meccanismo incentivante in base ai risultati raggiunti, con una moderna ed efficiente dotazione informatica. Occorre: 1) innovazione tecnologica. L’introduzione della gestione telematica dei procedimenti (soprattutto sul fronte del back office, nel rapporto con le PPAA) consente di accelerare, eliminando o riducendo molto i tempi tra le diverse fasi del procedimento. Ad esempio, si annullano: i tempi del trasferimento postale e i tempi che trascorrono tra l’arrivo della pratica presso l’ente, la sua protocollazione e la sua destinazione ai servizi competenti. Attenzione, nei primi tempi questo tipo di gestione produce appesantimento dell’attività interna, che si riassorbe nel medio periodo. La riduzione o eliminazione della carta riduce anche i costi per l’utente finale. La tecnologia valorizza il lavoro del personale pubblico. 2) snellimento delle procedure. Si tratta di un obiettivo che può essere perseguito sia internamente al Comune sia nel rapporto con altre amministrazioni. Può essere ottenuto: eliminando la richiesta di documenti o di dati non essenziali; stabilendo l’istruttoria di fasi interne all’Ente in parallelo piuttosto che in sequenza, concordando tali modalità con le altre amministrazioni interessate e con i servizi coinvolti. Tali raccordi non dovrebbero essere occasionali, ma frutto di una intesa organica e formale, che riprogetti il procedimento; 3) cultura e motivazione del personale. Un’adeguata cultura e la motivazione del personale sono indispensabili sia per introdurre innovazione tecnologica e snellimento delle procedure, sia per assicurare una maggiore efficacia dell’attività istruttoria e degli esiti amministrativi conseguenti. Si fa riferimento alla possibilità di interpretare a applicare le norme in modo da ridurre l’impatto burocratico sia sulle imprese sia sui servizi della PA e all’atteggiamento lavorativo che porta a ricercare sempre un risultato soddisfacente per l’utente.

La cronica scarsità di risorse finanziarie, dovuta al taglio dei trasferimenti ai comuni, ha effetti negativi sull’organizzazione complessiva della macchina amministrativa e sulla qualità dei servizi al cittadino. Il metodo del patto di stabilità esteso alla gestione di bilancio dei comuni, significa che le misure di risparmio hanno un carattere strutturale, perciò definitivo.  Se dunque le cose stanno così è necessario ricercare nuovi percorsi e stili di gestione.

Serve un sistema di controlli interni mirati all’efficienza e al conseguimento dei risultati per un modello organizzativo snello ed efficace analogo a quello adottato dalle imprese private. I controlli esercitati sull’azione amministrativa, debbono abbandonare un’impostazione di tipo formale per assumere un’impostazione di tipo manageriale.

Il nuovo modello organizzativo accanto ai principi di gestione amministrativa come l’equità, la parità di trattamento e la correttezza, affiancherà  l’adozione di elementi innovativi come l’efficienza, l’efficacia e l’ economicità.

In questa direzione si era già  mosso il   D.Lgs. 77/95 che introduceva il  controllo di gestione: una procedura atta a verificare lo stato di attuazione degli obiettivi programmati e attraverso l’analisi delle risorse acquisite e della comparazione tra costi e la quantità e qualità dei servizi offerti, la funzione di organizzazione dell’ente e, correlativamente, l’efficacia, l’efficienza e l’economicità della gestione(art. 39 comma 2).

Per avere un’efficace implementazione del controllo di gestione negli enti locali è necessaria una contabilità integrata che affianchi a quella finanziaria, quella economica per consentire agli enti di disporre dati sull’effettivo uso delle risorse e di avere un controllo delle dinamiche interne.

Un’ ulteriore spinta all’ innovazione si basa su una maggiore responsabilizzazione dei dipendenti. Un ruolo essenziale è affidato al personale dirigenziale, alle performance legate al conseguimento degli obiettivi assegnati sulla base delle risorse disponibili. Ogni automatismo consentito alle funzioni svolte dai dirigenti paralizza alla radice la possibilità di migliorare l’efficienza dei servizi e di misurare il conseguimento degli obiettivi.

Le funzioni di controllo strategico, di controllo di gestione e  di valutazione dei dirigenti (attraverso i nuclei di valutazione) debbono essere  esercitate in maniera integrata e debbono riguardare tutti i soggetti interessati alla governance.

Gli enti locali dovrebbero cominciare a mettere a punto e ad utilizzare obiettivi misurabili e introdurre criteri di misurazione dei risultati, coinvolgendo tutto il personale.

La strada da sperimentare è l’assegnazione di  obiettivi misurabili alle diverse unità organizzative in linea con la programmazione strategica e operativa. Assegnare obiettivi  è importante, in quanto, contribuisce a diffondere all’interno dell’organizzazione la conoscenza delle priorità strategiche e costituisce uno stimolo alla loro realizzazione; un ulteriore stimolo è costituito dagli incentivi al personale che creano  motivazione e predispongono  i dipendenti  ad una maggiore comprensione e condivisione degli obiettivi stessi.

 

Si impone una nuova attenzione nella prevenzione e gestione dei disastri e delle calamità ambientali e quindi dell’impegno del Comune di Latina a realizzare UNA STRUTTURA DI PROTEZIONE CIVILE COMUNALE

COMPETENZE ED ATTIVITÀ DEI COMUNI IN AMBITO DI PC

Generalità

Tra i servizi essenziali che un Comune deve garantire al cittadino rientra anche quello di Protezione Civile.

Nel Sistema Regionale della protezione civile sul territorio si conferma il ruolo del Sindaco nella direzione e coordinamento dei servizi di soccorso e assistenza alla popolazione colpita da un evento calamitoso nell’ambito del territorio comunale.

I Comuni hanno il compito di:

- dotarsi di una struttura di protezione civile coordinata dal Sindaco;

- curare la predisposizione e l’attuazione dei piani comunali o intercomunali di emergenza;

- attuare i programmi regionali e provinciali di previsione e prevenzione dei rischi;

- seguire l’iter istruttorio, in caso di calamità, per il censimento e il rimborso dei danni derivanti da calamità.

La Struttura Comunale di PC

Per il corretto espletamento delle competenze affidate in ambito di protezione civile, il Comune ha il diritto-dovere di dotarsi di una struttura di Protezione Civile (L.225/92) sulla base delle risorse economiche e strutturali di cui dispone

Prevenzione del Rischio

Al Comune spetta l'attuazione, nel proprio ambito, delle attività di Previsione e degli interventi di Prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e dai piani di scala superiore

Pianificazione di Emergenza Comunale

Il Piano di Emergenza comunale è lo strumento attraverso cui costruire gli scenari di rischio alla scala locale e le procedure di intervento rispetto a tali scenari

Strutture Intercomunali di Protezione Civile

La morfologia di aree omogenee o soggette ai medesimi tipi di rischio sul territorio di più Comuni limitrofi, rappresentano un valido motivo per la costituzione di una struttura intercomunale cui affidare la gestione associata di funzioni e servizi riferiti alle attività di protezione civile

Il Comune e il Volontariato di PC

Il Comune stimola le iniziative del volontariato di protezione civile e assicura il necessario coordinamento, ha l’autorità per costituire un proprio Nucleo Comunale o avvalersi di Associazioni di Volontariato presenti sul territorio.


SITUAZIONE DELLA PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI LATINA

Occorre dare evidenza dello stato in cui versa attualmente la Protezione Civile del Comue di Latina per non parlare dell’ultimo intervento di “maquillage” del Commissario che ha degradato la P.C. a una semplice funzione di un ufficio che la penalizza ulteriormente .


Appaiono subito evidenti le carenze che affliggevano l’apparato della Protezione Civile del Comune di Latina sia in termini di una idonea struttura logistica appositamente dedicata (uffici, sala operativa, sala radio, sala crisi, magazzini per le attrezzature necessarie a fronteggiare le emergenze, mezzi, etc… ), sia in termini di personale opportunamente “finalizzato” (preparato alla gestione, al coordinamento, etc… ) che supporti il Sindaco nelle eventuali situazioni emergenziali.

L’utilizzo “promiscuo e part - time” del personale interno di altri servizi permette solo lo svolgimento delle funzioni più elementari quali quelle di corrispondenza ed archiviazione giacché su di esso gravano le normali mansioni dell’Ufficio di origine; ne deriva un’assoluta mancanza di attività di programmazione nello specifico campo oltre a quella di progettazione ed infine risulta inesistente il collegamento e coordinamento con la Direzione Regionale della P.C. nonché della Provincia.

Questo scenario penalizza la Protezione Civile comunale che risulta ovviamente condizionata nello svolgimento delle sue attività, sia in modo diretto che indiretto non potendosi meglio organizzare, e quindi sostanzialmente in difficoltà non potendo dare concrete risposte alle eventuali esigenze locali e tanto meno riscontro alle direttive regionali e ministeriali (si rammenta che Latina è C.O.I. ovvero Centro Operativo Intercomunale).

Appare assolutamente necessario attivarsi per dare soluzioni alle carenze sopra accennate che potrebbero porre in difficoltà non solo l’ufficio deputato alla P.C., ma anche la stessa figura del Sindaco potendosi prospettare situazioni di grande imbarazzo nel caso malaugurato di una qualche emergenza sul nostro territorio giacché, secondo la normativa vigente, al Sindaco è istituzionalmente demandato il ruolo di capo della Protezione Civile Comunale.

Si vuole porre all'attenzione sul fatto che sino ad oggi le poche risorse della P.C. Comunale in termini di attrezzature e di uomini (gruppi e associazioni di volontariato di Protezione Civile) siano state variamente disperse e disconnesse tra loro e ciò in antitesi alla necessità di gestione e coordinamento aspetti questi che debbono caratterizzare un organismo che deve esprimersi al massimo della sua potenzialità nelle situazioni meno favorevoli, ovvero in caso di emergenze.

A questo punto occorre chiaramente sottolineare che la Protezione Civile Comunale e la sua concreta operatività è un obbligo da parte dell'Amministrazione e non una facoltà.

A tale riguardo si fa notare come la Direzione regionale a più riprese, recentemente, ha invitato alla scrupolosa osservanza di quanto contenuto nel manuale operativo per la predisposizione di un piano InterComunale di protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dip. P.C.


PROPOSTA DI RISTRUTTURAZIONE


La proposta di ristrutturazione della Protezione Civile del Comune di punta ad un implemento qualitativo delle capacità umane e strumentali al fine di offrire un’adeguata risposta alla crescente complessità del mondo e delle sue criticità.

L'obiettivo principale rimane quello di privilegiare gli aspetti legati alla programmazione-prevenzione e alla pianificazione degli interventi attivando un circolo virtuoso che presuppone un sistematico confronto interistituzionale e un’inscindibile multidisciplinarietà tecnico-scientifica a supporto delle funzioni decisionali.

In particolare l'organizzazione e la professionalità del Servizio di Protezione Civile deve consentire di svolgere compiti di:

· Supporto per la predisposizione del Programma di Previsione e Prevenzione;

· Redazione ( Aggiornamento) del Piano di Emergenza Comunale ;

· Supporto tecnico-logistico al Volontariato;

· Favorire la formazione di operatori di protezione civile;

· Promuovere Programmi didattici per il settore scolastico;

· Promuovere e coordinare la Redazione di piani di evacuazione per gli edifici scolastici e pubblici in genere;

· Organizzazione e gestione della struttura tecnica di pronto intervento;

· Interazione con gli Organismi Istituzionali di Protezione Civile;

· Interventi di emergenza;

· Coordinamento squadre operative

· Tenuta Albo comunale del Volontariato di PC


SEDE PROTEZIONE CIVILE Comune di Latina

Occorrerà individuare una sede permanente e operativa degli uffici comunali preposti e che sia di riferimento per tutte le associazioni di volontariato operanti nel territorio.

Il Centro di Protezione Civile dovrà costituire un punto di riferimento per la gestione delle risorse umane e delle strutture logistiche disponibili sul territorio allo scopo di fronteggiare in modo diretto e organizzato le operazioni di soccorso in fase di emergenza sia sul proprio territorio che esterne ad esso.
La costituzione di un centro di coordinamento e riferimento per tutte le potenzialità operative consente di aumentare la rapidità d’intervento e ottimizzare le risorse.

La struttura ha anche lo scopo di creare e diffondere sul territorio una cultura di prevenzione ed essere il punto fermo delle istituzioni e dei cittadini nel fronteggiare situazioni di crisi.

Gli Uffici e in particolare la Sala Operativa del Centro dovrà essere dotata delle più moderne attrezzature per videoconferenze, la sala crisi dovrà avere sistemi multimediale integrati con il sistema informatico regionale per la gestione dei dati durante le fasi di emergenza, la sala radio dotata di attrezzature per comunicazioni locali e nazionali.

OBIETTIVI DELLA PROTEZIONE CIVILE COMUNALE

L’istituzione di un Sistema locale di protezione civile, così concepito consente di perseguire i seguenti obiettivi prioritari:


A) aumentare le conoscenze relative al territorio e promuoverne la comprensione nella sua complessità;


B) recepire i concetti di previsione e prevenzione delle calamità e di tutela della sicurezza collettiva, nell’attività quotidiana di governo e di programmazione territoriale (Piano Regolatore Generale, Piani di settore, Piano degli Investimenti e Bilancio, ecc.);


C) dotare il territorio di sistemi di controllo e di monitoraggio dei parametri fisici e della qualità della vita in genere;


D) programmare e porre in atto interventi di prevenzione dei rischi;


E) valorizzare il patrimonio umano, morale e culturale rappresentato dalle Organizzazioni del Volontariato, che è elemento essenziale affinché la protezione civile sia intesa come fattore di crescita civile, in spirito di reale cittadinanza attiva, riconoscendone il ruolo e favorendone la partecipazione ai vari livelli;


F) curare la formazione permanente degli operatori della protezione civile, mediante l’organizzazione di momenti di aggiornamento, da attuarsi in collaborazione con le altre Istituzioni a ciò preposte e con il Volontariato;


G) promuovere la formazione nella cittadinanza di una nuova e moderna cultura della protezione civile, con una particolare attenzione verso le nuove generazioni.

 

 

9. LATINA PER LO SPORT

 

 

Lo sport a Latina vive il paradosso di un notevolissimo movimento sportivo sia di base che di vertice. Abbiamo società sportive che militano nei campionati nazionali di vertice, società sportive che ottengono risultati eccezionali con il vivaio e in generale è presente uno sport di base molto vivace che si sostiene con la passione e la generosità di tanti dirigenti che rappresentano un patrimonio ed una risorsa da valorizzare. C'è una forte domanda di sport per tutti e vi sono appuntamenti ormai tradizionali di grande partecipazione ed adesione della popolazione. Come rispondere a tante esigenze così articolate? Partendo dall’esigenza di promuovere benessere fisico ed attività fisica diffusa, il programma di piste ciclabili, lo sviluppo di aree verdi e la loro fruibilità debbono accompagnarsi allo sfruttamento razionale e trasparente degli impianti disponibili a partire dalla scuole. In secondo luogo, occorre prevedere interventi nel piano delle opere pubbliche per riqualificare gli impianti polivalenti di quartiere (per esempio campi sintetici) sia prevederne di nuovi. Individuare aree da concedere in uso alle società sportive, che siano iscritte a campionati ufficiali e con più squadre giovanili, attraverso bandi pubblici è un’opportunità che consentirebbe a tanti privati realizzare strutture sportive che rientrerebbero poi nel patrimonio comunale. Occorre collaborare con tutte le istituzioni, a partire dal CONI con cui condividere progetti per le scuole, per i giovani e per un programma di interventi per impianti sportivi. L’attenzione particolare per le scuole è dettata dall’alto valore formativo della pratica sportiva e da subito coinvolgeremo istituzioni e società sportive per intensificare programmi e progetti con le scuole.

Discorso a parte merita la di impianti sportivi di eccellenza. Siamo la seconda città del Lazio e tuttavia la dotazione di impianti adeguati al prestigio delle nostre formazioni che militano nella massima serie è inesistente. Stadio e Palazzo dello Sport insistono in modo anacronistico al centro, tuttavia la loro delocalizzazione è possibile, per esempio area ex Fulgor Cavi, se si predispongono programmi sostenibili finanziariamente con strutture polifunzionali per eventi. La vetrina nazionale che tante società assicurano a Latina è stata sempre disconosciuta o ignorata. Per questo occorre da subito verificare tutte le possibili opzioni di intervento di capitali pubblici e capitali privati per raggiungere l’obiettivo della dotazione anche di strutture d’eccellenza a costi di gestione sostenibili.

 

 

10. NUOVO PIANO REGOLATORE - AREE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA- POLITICHE PER LA CASA


Latina città Contemporanea.

Il piano dei progetti e il progetto di un nuovo tipo di piano

Il primo punto per l’impostazione di una politica urbana per la città di Latina è quello che riguarda il tipo di strumento urbanistico da adottare per il migliore e prossimo sviluppo della città.

Per fare ciò bisogna avere la consapevolezza della difficoltà e della complessità che questo passaggio richiede. Dal punto di vista politico può rappresentare un vero e proprio problema e potrebbe aprire una fase di impasse. Inoltre i tempi per la sua efficacia potrebbero essere non congrui con quelli di un mandato elettorale, mentre la città ha alcuni aspetti, alcuni luoghi o alcune questioni da affrontare immediatamente. Questa situazione genera la più classica dicotomia che la disciplina urbanistica ha:

è meglio il “piano dei progetti o il progetto del piano” (citando un noto dibattito tra Leonardo Benevolo e Bernardo Secchi, tra i maggiori urbanisti italiani, nella fine degli anni 80);

oggi sappiamo che non è scegliere tra queste due cose la soluzione, ma piuttosto come sono articolate tra loro. In particolare a Latina è l’articolazione tra un piano degli interventi pubblici riferito al programma del sindaco, e la adozione di un nuovo tipo di piano per la città che scaturisce da una politica più programmatica e strutturale.

- Un piano dei progetti (piano degli interventi pubblici)

La necessità e l’urgenza di intervenire in un territorio e in una condizione ambientale fortemente depapeurata dalle politiche del day by day e dei grandi annunci passate, richiede un programma generale degli interventi immediati da realizzare: questo programma, una cornice all’interno della quale delineare una chiara e incisiva azione di trasformazione, è costituito da due gruppi di istanze, quelle dal basso rilevate da questa campagna di ascolto e partecipazione e da un secondo gruppo che invece è determinato da una serie di questioni che la città ha “già maturato”.

2. servizi pubblici nei quartieri periferici – corrisponde ad una azione precisa “fare città” lì dove oggi si va sostanzialmente solo a dormire. (più che di una identità si tratta di creare una comunità) Portare all’interno delle zone abitate che sono fuori dal nucleo più denso della città istituzioni capaci di dare intensità e qualità alla vita quotidiana degli abitanti (non solo centri commerciali). Dal punto di vista urbanistico parliamo di realizzare strutture e spazi pubblici all’interno di quelle aree già previste dagli standard di piano a servizi (scuole, centri civici, ecc), altrettanto precisamente si possono individuare i luoghi dove intervenire: i quartieri di espansione Nascosa e Nuova Latina, i borghi tutti, la zona abitata della marina di Latina, Latina Scalo.

Sono piccoli interventi ma nel complesso molto costosi, una strada può essere quella di caratterizzarli come interventi moderni e a impatto zero (sul versante energetico e sostenibile si possono trovare fondi e sinergie come sulla dotazione strutturale di reti e wifi); nei borghi soprattutto esistono edifici “storici” che possono essere recuperati (anche qui sul recupero si trovano fondi strutturali )

Su questo punto si può fare un piano e una mappa degli interventi rendendo pubblica e trasparente l’operazione favorendo la partecipazione e i suggerimenti all’operato dell’amministrazione da parte dei cittadini (si fa anche con una gestione on line del piano)

Una tipologia di intervento che si può fare in questi quartieri soprattutto quelli più abitati è di strutture pubbliche versatili nella forma e negli spazi con una alta capacità tecnologica e di innovazione, capaci di attirare idee e imprenditorialità come di dare spazio a operazioni culturali o di produzione, degli incubatori di impresa di quartiere dove chiunque può uscire dalla dimensione intima e domestica e incontrare in un luogo pubblico operatori e amministratori per la concretizzazione delle proprie idee.

3. Interventi puntuali esistono tutta una serie di interventi che riguardano spazi ed edifici che in qualche modo già sono pronti per più di un motivo alla trasformazione

a. Una nuova biblioteca – individuare nel palazzo “M” la sede di una nuova e moderna biblioteca cittadina con un carattere moderno e innovativo, una biblioteca comunale ed universitaria che costituisca un polo culturale, nel centro della città, costituito dalla biblioteca a palazzo M le strutture del teatro, l’intervento previsto all’interno dei capannoni dell’ex consorzio industriale e l’uso degli spazi aperti del contiguo parco comunale.

b. Casa della musica e centro di produzione audiovisiva – recupero e riqualificazione dell’area dei capannoni dell’ex consorzio agrario, per la cui progettazione potrebbe istituirsi un concorso di progettazione (magari a due fasi con inviti).

c. Nuova piazza pubblica – riqualificazione dell’area delle ex autolinee, un nuovo spazio al centro della città. (magari una piazza coperta che possa integrare il camminare al centro anche nei mesi invernale e che sia antagonista degli spazi coperti attuali determinati dai soli centri commerciali) anche qui lo strumento del concorso di progettazione sembra essere il più idonea a fronte di un bando che abbia già scremato e preparato le questioni principali.

d. Il restyling del mercato coperto – è un intervento necessario che deve essere fatto con una sua riorganizzazione interna e delle aree di pertinenza esterna per l’accesso pubblico e quello delle merci, l’edificio sostanzialmente richiede un intervento di grande manutenzione mentre va tutto riprogettato il sistema e le strutture dei banchi per la vendita, potenzialmente è a disposizione per strutture di servizio connesse l’area retrostante attualmente libera.


- Un nuovo tipo di progetto per il piano.

Integrare e gestire

Latina e il suo territorio risultano essere uno dei pochi casi in Europa di una trasformazione del territorio e urbana sempre progettata, spesso da grandi architetti e urbanisti, inoltre questo territorio presenta una grande varietà e una grande eterogeneità che oggi possono essere peculiarità e potenziali risorse. Il piano vigente che ha impresso un forte carattere allo sviluppo della città dagli anni 70 alla fine degli anni novanta fondava le proprie ragioni su una forte crescita demografica e ad un aumento progressivo della densità, situazione del tutto inversa a quella attuale. L’esigenza di un nuovo indirizzo e razionalizzazione dello sviluppo della città sembra una necessità non prorogabile, anche rispetto alla deformazione che una certa prassi urbanistica ha fatto rispetto ad alcune impostazioni che erano alla base del piano Piccinato.

Inoltre, la fine e il fallimento di una urbanistica contrattata dove al centro di tutto vi è la concessione edilizia ottenuta dal corpo a corpo tra privato e pubblico a cui si sono sostituiti imprenditori economici e politica ha portato ad una stortura dell’attuazione di ogni tipo di previsione programmata. Stesso effetto ha avuto la pianificazione basata sulla zonizzazione delle aree dove il risultato di una certa qualità urbana e architettonica è addirittura impossibile.

Passare da una contrattazione ad una gestione consapevole e programmata delle trasformazioni, è il tema fondamentale di questo momento storico e ambientale, cosi ci si dovrebbe dotare di strumenti moderni per il monitoraggio gestione e programmazione degli interventi urbani da realizzarsi, che possano corrispondere ad una configurazione amministrativa attiva e efficace.

Un nuovo piano capace soprattutto di integrare le diverse idee di città che convivono attualmente in modo schizzofrenico, dal territorio ai centri urbanizzati, Latina è una ed è tutta Latina! Non è più un problema di identità poichè abbiamo capito che abbiamo una identità multipla e a più sfaccettature, piuttosto abbiamo bisogno di fare comunità.

Alcune tematiche necessitano di immediato confronto

a. Passare dall’idea di centro storico alla visione di una città storica, da cui realizzare un piano attuativo nuovo (oltre l’R0 e il piano di recupero in corso) con delle linee guida agli interventi di recupero (passare ad una politica di valorizzazione e tutela del patrimonio architettonico significa dotarsi di uno strumento guida per gli interventi). Prevedere un unico ufficio “per la città storica” dove coordinare tutela recupero e valorizzazione di questa parte della città. Istituire un museo diffuso della città e del territorio all’interno di uno spazio ad alto livello comunicativo e multimediali e diffuso in tutta la città e nel territorio come un museo all’aperto (reale e digitale).

b. L’università la sapienza di Roma e il polo di Latina. È una questione che riguarda più l’idea di università che il suo assetto urbano. Il numero degli studenti previsti anche nel prossimo quinquennio date le facoltà in essere non farebbe mai di Latina una università decentrata e autonoma o federata quindi il tema è come articolare il rapporto con la Sapienza e strategicamente individuare una offerta didattica valida e con specificità attrattive. (Poli o distretti di eccellenza)

Un primo punto su cui intervenire riguarda la cessione degli edifici a titolo gratuito e perpetuo da parte del demanio all’università avvenuto in questi anni attraverso protocolli d’intesa che il Comune ha determinato, tutto ciò senza garantirsi nessuna qualità degli interventi di recupero, nessun tipo di controllo sulla realizzazione delle strutture. Attualmente è urgente il completamento del campus sull’area dell’ex 82 uno degli edifici (quello con il conservatorio) ancora non fa parte di nessun intervento previsto. Alcune facoltà (ingegneria ambientale e parte di medicina) mal convivono col riuso di edifici storici e richiederebbero interventi moderni e specifici. Il sistema universitario ancora non ha una mensa e strutture sportivo e ricreative. Esiste infine un problema dovuto alle risorse.

c. Nuove case per l’edilizia economica popolare ed agevolata. Nuove aree per realizzare case di edilizia economica e popolare e per le Cooperative, per 17 anni nessuna area individuata per l’edilizia pubblica con il risultato di perdere tanti finanziamenti e che molte famiglie non hanno potuto avere una casa.

d. Da terreno agricolo a parco agrario. Il rapporto produttivo tra sistema insediativo e territorio è notevolmente cambiato, una mancanza di politiche agrarie a difesa e per lo sviluppo di prodotti tipici ha generato una diversa utilizzazione del territorio agricolo. Le abitazioni o le strutture artigianali e commerciali occupano una fascia di c.ca 80 metri che si attesta sulle strade principali e di appoderamento il restante terreno e parzialmente coltivato e spesso improduttivo, una inversione di tendenza può considerarsi di tutelare terreni e coltivazioni dal punto di vista di parchi articoli, quindi creare circuiti di visita e attraversamento che valorizzino e preservino questa parte di paesaggio.

e. Recupero dell’archeologia industriale. Esiste un problema per ora sopito di come riconvertire quelle strutture industriali dismesse e che in un prossimo futuro potrebbero aumentare. Si dovrebbe attivare un piano di dismissione e riconversione attraverso un protocollo tra le aziende interessate che riveda il ruolo del Consorzio industriale Roma Latina


La necessità di avere da una parte un programma di interventi pubblici da realizzarsi (che sono determinati da argomenti già maturi nella città, di pronta realizzazione e da interventi individuati dal basso attraverso questo lavoro di ascolto e partecipazione) e dall’altra l’esigenza di un nuovo tipo di piano regolatore, impone da subito la redazione di una delibera quadro che individui come realizzare queste due istanze.


Una delibera “quadro” che individui come

1. realizzare tutti gli atti e le azioni di monitoraggio propedeutiche e necessarie per l’incarico di redazione del nuovo Piano Regolatore (per la legge regionale vigente Piano Urbanistico Comunale Generale PUCG): che consistono nella predisposizione all’interno della amministrazione di un apposito ufficio per la pianificazione; di dotarsi di un monitoraggio e di un analisi costante e in tempo reale della situazione territoriale e ambientale riguardo le zone edificate, lo stato idrogeologico dei terreni, il rapporto tra abitanti e cubatura realizzata e lo stato del patrimonio storico-architettonico ecc (una sorta di GIS uno strumento che grazie alle nuove tecnologie costituisce una immediata conoscenza del territorio);

2. la predisposizione di un piano/programma degli interventi pubblici da realizzarsi subito, attraverso gli strumenti urbanistici vigenti, che individui le aree di intervento, le modalità, i tempi e le risorse per le realizzazioni.

Per quello che riguarda i piani particolareggiati esistenti e in corso di revisione occorre attuare una ampia revisione dei piani particolareggiati che consenta l’attuazione degli interventi programmati di cui sopra. Sulla questione del piano di recupero del centro storico: attualmente è una grande variante di piano poiché cambia la perimetrazione di almeno 4 zone R, nello specifico un mosaico di interventi non coordinati nè integrati, Lo strumento più congruo è il piano particolareggiato (anche con un nuova perimetrazione) ed eventualmente individuare subito degli ambiti di intervento per gli interventi pubblici.


Le problematiche e le coordinate per un nuovo strumento urbanistico.


La tutela, il recupero e la valorizzazione della città di fondazione è certo elemento essenziale nel dare un nuovo ruolo forte al centro e per costruire un’identità comune radicata nei cittadini ma ciò è pur sempre una parte di una vicenda più complessiva che è quella dell’intera città e del suo evolversi con il concorso e il lavoro di diverse generazioni, non solo quelle della fondazione. Non si rafforza l’identità della città attraverso la sua appropriazione, anzi rivendicando una parte di storia contro quanto accaduto successivamente. Proprio perché parliamo di identità comune dobbiamo pensare alla città nel suo complesso e basare ciascuna scelta su un disegno unitario in cui tutta la comunità possa riconoscersi.

Oggi il problema di Latina è quello di integrare la Città di fondazione e la Città nuova, immaginando nuovi assi dì collegamento tra quartieri vecchi e nuovi. Legare e riqualificare la città costruita sulla base di una nuova trama di insediamenti istituzionali e culturali, che concorrano a dare un'identità alla Città è la sfida che abbiamo di fronte.


IL QUADRO DI RIFERIMENTO

Il quadro di riferimento nell'ambito della Regione Lazio costituisce una essenziale logica di programmazione che non può essere oscurata da un ripiegamento di maniera sulle origini degli anni trenta.

L'impianto città-territorio del Piano Piccinato va confermato, adeguato alla realtà regionale di oggi, nuovamente tessuto e calibrato alle attuali esigenze nelle sue componenti funzionali: il Nucleo originario di fondazione, il Centro Direzionale, i nuovi quartieri, i borghi come centri attrezzati del territorio.

Latina deve dare contenuto ad un suo ruolo moderno e di prospettiva nel quadro della economia e della mobilità della Regione e del Paese, respingendo ogni chiusura al futuro e al territorio.

La città di fondazione deve essere tutelata come testimonianza dell'esperienza delle "città nuove della bonifica integrale” e valorizzata attraverso una molteplicità di funzioni quali quelle istituzionale, culturale, commerciale di grande qualificazione e residenziale per farne il vero centro della città in cui la comunità possa riconoscersi ed identificarsi.

Il Centro Direzionale dovrà essere adeguato e calibrato come Centro Regionale di servizi finanziari, amministrativi, funzionali alle attività produttive dell'industria, del turismo e dell'agricoltura ; è essenziale la connessione del Centro Direzionale alla Viabilità principale di Piano : l’asse monti-mare collegata alla Tangenziale Nord, alle Strade Statali e quindi ai collegamenti trasversali (Cisterna S. Cesareo, Latina Frosinone) e alle dorsali ferroviarie (Roma-Napoli ) specializza la caratteristica territoriale regionale del Centro Direzionale di Latina.

I nuovi quartieri di Latina presentano i connotati di progettazione urbanistica degli anni del miracolo economico" (anni 65-75) con pregi e limiti. Recano i segni caratteristici della cultura urbanistica dell'epoca, si pongono come realtà programmata da verificare e da migliorare, soprattutto devono completarsi nei servizi, nel verde pubblico, nelle opere di urbanizzazione, nei collegamenti col Nucleo di fondazione e con il Centro Direzionale,

I Borghi vanno riscoperti come cellule di base sia di drenaggio delle esigenze abitative degli operatori agricoli, sia come gangli di un futuro sviluppo radicato alle origini del territorio, senza dissipazione di altro suolo agricolo e senza diverse espansioni della città invasive di zone qualificate sotto il profilo ambientale.

Il territorio agricolo: si deve contenere l'urbanizzazione e il consumo del suolo con uno screening dei valori ambientali e delle potenzialità produttive; deve incentivare lo sviluppo agricolo e le attività di sostegno dell'agricoltura.

Gli agglomerati industriali e artigianali costituiscono una fisionomia forte e tuttora una essenziale ragione di vita della Provincia e del Comune: il nuovo PRG dovrà verificare la consistenza delle aree programmate produttive, adeguare la qualità del progetto e dei servizi degli agglomerati e delle attività produttive diffuse secondo le compatibilità funzionari e ambientali,

La pianificazione urbanistica oggi deve articolarsi su due livelli:

a) disposizioni strutturali di lungo termine;

b) disposizioni programmatiche a tempi brevi.


Quattro punti essenziali per un nuovo Piano Urbanistico Generale Comunale


1) Completamento ove necessario del PIANO PICCINATO


Innanzitutto la Città deve essere vista nel suo insieme quale oggi è , con difetti e pregi, senza condizionamenti o pregiudizi ideologici. Latina si è sviluppata su un'asse preciso quale quello mare - monti, secondo quanto indicato dal piano Piccinato. Il raccordo tra la collina ed il mare e quindi il legame con il territorio sono concetti precisi di una scelta di sviluppo. L'autostrada cittadina mare - monti e la dorsale del centro direzionale costituiscono i riferimenti dello sviluppo di quest'idea di città, la città - territorio che si riappropria del rapporto con il mare e con la montagna e l'importante funzione di raccordo è riconoscibile anche attraverso la forte immigrazione dalle cittadine collinari. Questa concezione di sviluppo della città vuole rispondere anche al ruolo assunto da Latina nel dopoguerra, ossia quello di una città in forte crescita demografica ed economica. Non è più il borgo rurale secondo l'impianto originario di fondazione, quale è rimasta ad esempio Pontinia che, fatte le debite proporzioni con il capoluogo di provincia, è stata sempre legata all'originaria concezione di fondazione che la vede al centro di una zona agricola con uno sviluppo programmaticamente limitato.

L’autostrada cittadina Mare – Monti - già finanziata dalla giunta Regionale di centrosinistra per 10 milioni di Euro nel tratto tra Latina –Scalo e Latina - deve essere rapidamente completata fino al mare.

Occorre inoltre realizzare la Tangenziale Nord per il traffico Roma – Terracina e il conseguente declassamento della SS 148 con il suo recupero come strada cittadina nel tratto Borgo Piave – e Borgo san Michele.

Il Centro Direzionale deve essere utilizzato per la parte che ne rimane libera secondo la sua funzione originaria che non è quella attuale di tipo residenziale e commerciale: vanno trasferiti nel Centro Direzionale parte degli uffici amministrativi, la Camera di Commercio, la Provincia e altre Istituzioni che oggi occupano immobili di interesse storico del centro ed altrimenti utilizzabili.


2) Riqualificare ed unire la Città di Fondazione e la Città Nuova


La città non deve più espandersi occupando altro territorio ed in particolare non deve congiungersi con la marina, evitando così di distruggere il nostro patrimonio ambientale che è anche la risorsa principale per rilanciare Latina. L'attenzione sul centro storico è solo un elemento, pur importantissimo, per costruire una nuova idea di città che non pretenda di rifondare ma di integrare, riqualificare e legare la città esistente secondo una nuova trama, capace di dare una forte identità che ancora manca a Latina.Ridare ruolo al centro storico è uno degli obiettivi ma non l'unico : altrettanto importante è affrontare il tema del rapporto tra città di fondazione e città nuova, costruita secondo una pianificazione urbanistica precisa. In un periodo in cui l'edilizia intensiva era considerata con disfavore per i problemi inerenti alla qualità della vita dei cittadini rinchiusi in enormi quartieri dormitorio e senza verde, Latina si è sviluppata secondo una scelta precisa sull'asse mare-monti e facendo perno sulla dorsale del centro direzionale, privilegiando nello sviluppo urbanistico la scelta di un edilizia bassa, con ampie aree verdi e con un sistema viario centrato sull'autostrada cittadina della mare-monti e caratterizzato da strade ampie e moderne. Stabilire nuovi assi di collegamento e ritessere la trama del tessuto urbano attraverso insediamenti culturali, istituzionali, parchi, piazze e servizi collettivi in generale è uno dei temi principali del nuovo Piano al fine di creare un asse di collegamento tra centro e nuovi quartieri. Inoltre, alcuni quartieri, che si trovavano in situazione di obiettivo degrado per la vetustà degli immobili sono in corso di recupero ma senza dotazione di servizi. L’opera di riqualificazione deve avere carattere generale e interessare tutta la città secondo un disegno unitario in cui verde e arredo urbano siano elementi non episodici o casuali. Ci sono piazze e giardini che vanno riqualificati e tutti gli spazi liberi vanno puliti e messi a verde attraverso il coinvolgimento dei cittadini e del volontariato. Per alcuni quartieri l’assenza di servizi li priva perfino della loro anima di parti della città per relegarli ad agglomerati anonimi: per esempio è il caso dei quartieri Q4 e Q5. Sono stati persi 18 anni senza fare un passo in avanti per la viabilità e per i servizi. La viabilità, il verde, i trasporti pubblici, i servizi sociali, la sicurezza, il decentramento dei servizi e insediamenti istituzionali o culturali come una facoltà universitaria sono gli obiettivi che ci prefissiamo per garantire ai cittadini una buona qualità della vita e per legare alla città i due nuovi e popolosi quartieri.


3) IL RUOLO DEL CENTRO STORICO


L'asse mare - monti deve essere mantenuto e portato a compimento, in particolare per quanto riguarda la viabilità e deve essere infrastrutturato con collegamenti razionali e veloci, in modo da connettere e valorizzare aree strategiche del nostro territorio, in particolare l’asse di collegamento tra Latina Scalo, i quartieri Gionchetto e Pantanaccio, le nuove Autolinee, il Centro Direzionale, i quartieri Q4 e Q5 e la Marina.

Integrare la città nuova e la città vecchia è uno dei nodi irrisolti : occorre aprire assi di collegamento tra centro e nuovi quartieri ( pensiamo allo spazio suggestivo e prezioso dell'area dell'attuale campo sportivo) affidando ad insediamenti istituzionali (università, museo, pinacoteca, Biblioteca, Università) il compito di favorire un nuovo e radicato senso di appartenenza.

E’ assolutamente da evitare la trasformazione del centro storico in centro universitario, poiché questa scelta svilirebbe proprio la sua funzione di centro della città, che per assolvere al suo ruolo deve avere molteplicità di funzioni: culturale, istituzionale, residenziale e commerciale.

Nella città costruita occorre intervenire per restituire al centro un nuovo ruolo istituzionaleche si fondi sulla Biblioteca a Palazzo M, La Casa della Musica-Auditorium, il rilancio del Palazzo della Cultura, Il Museo virtuale della Bonifica e delle Scienze L’area del Museo Cambellotti, l’università, il progetto di una piazza come idea di utilizzo dell’area delle ex autolinee, il Polo espositivo all’ex Garage Ruspi. Necessario completamente del rilancio del centro storico è la residenzialità, come proposto da tempo, anche di edilizia residenziale pubblica, che può essere di qualità, per evitare la creazione di quartieri esclusivi al centro. L'accesso al centro storico deve essere rivisto favorendo un sistema di scambio del traffico da e per il centro, basato su parcheggi e mezzi di trasporto pubblico, oltre alle piste ciclabili. Sarebbe così possibile pensare alla fine del processo di qualificazione ad interventi razionali di pedonalità del centro.

L’area dell’attuale stadio comunale dovrà essere ripensata come un segno importante per ritessere la trama del tessuto urbano proprio sull’asse tra centro storico e nuovi quartieri.

L’area di via Aspromonte occupata dal Carcere deve essere liberata per creare un nuovo giardino a servizio di una zona con pochi spazi. La nuova amministrazione comunale di Latina dovrà lavorare per favorire un rapporto costante con la struttura dirigente e il personale del Carcere di Latina e affrontare i problemi della comunità carceraria. E’ una struttura vecchia, inadeguata, priva degli spazi necessari al trattamento dei detenuti e mancano i servizi per permettere al personale di operare in modo adeguato. Numerosi sono i problemi relativi al trattamento sanitario dei detenuti, le condizioni di sovraffollamento del carcere, la mancanza di personale che è destinata ad aggravarsi a causa della difficoltà ad avere dipendenti in sostituzione di chi è andato in pensione. E’ evidente che la struttura deve essere trasferita in altra area con investimenti per la realizzazione del nuovo carcere. Occorre dunque sollecitare il Ministero affinché Latina venga inserita tra le priorità del piano d’investimento per le nuove strutture carcerarie. Occorre promuovere un incontro con la Asl di Latina per affrontare le questioni che riguardano l’aspetto sanitario; occorre dare seguito alla disponibilità di finanziamenti immediati della struttura con progetti da presentare al provveditore per le strutture carcerarie a Roma per destinare risorse per piccoli interventi per la riqualificazione dei servizi e della struttura carceraria attuale.

L'Università può svilupparsi, accanto al nucleo principale, attraverso l'individuazione di facoltà e di istituti di ricerca nel centro o in aree idonee a legare la Città. Nella città costruita, e non solo nel centro, gli insediamenti universitari possono essere il mezzo per legare vecchi e nuovi quartieri assolvendo a quella funzione simbolica che non può essere esaurita solo con il centro storico.

La Cittadella Giudiziaria è stata un’occasione sprecata, sia sotto il profilo architettonico in quanto ha un progetto ordinario e inadatto al centro direzionale poichè si è scimmiottato lo stile della città di fondazione; in secondo luogo si è iniziata un’opera per 130 miliardi di vecchie lire avendo a disposizione solo 16 miliardi stanziati dall’allora Ministro Fassino nel 1999. Abbiamo un cantiere aperto per tanti anni mentre i servizi per la giustizia scoppiano.


4) RISORSE DA VALORIZZARE


La marina di Latina e le residue zone agricole sono il futuro della città. Nelle zone agricole ancora utilizzabili occorre approntare una seria ed equilibrata politica di tutela. I borghi vanno salvaguardati nella loro identità, impedendo che vengano divorati da ulteriori espansioni della città. Il problema dei borghi e del futuro dell'agricoltura appaiono legati. L'agricoltura è settore che merita attenzione particolare per la sua peculiare presenza nel territorio della città.

C’è un problema politico ed urbanistico : salvaguardare e valorizzare le zone agricole compatibilmente con la disciplina del futuro incremento urbanistico che pure viene richiesto da chi abita in zona agricola e ha esigenze per la futura casa dei figli.

La marina di Latina rappresenta la risorsa principale per ipotizzare una nuova crescita della città dal punto di vista dello sviluppo economico secondo il progetto di turismo integrato che abbiamo proposto nel presente programma.


5) In ogni caso, nelle more dei procedimenti di adozione e approvazione degli strumenti, profittando della favorevole legislazione attuale si darà da subito impulso alla integrale rivisitazione delle regole dell’edilizia, introducendo tutti quegli elementi tipici della bioedilizia con criteri di risparmio energetico, installazione di impianti fotovoltaici, strutture ecosostenibili, a partire dalle strutture scolastiche e pubbliche.


POLITICHE PER LA CASA

Le politiche ambientali, che rappresentano il punto chiave di tutto il mio programma elettorale, sono strettamente connesse con le politiche della casa, che si inseriscono anche nel discorso più ampio delle scelte urbanistiche. Subito l’individuazione di aree per realizzare case di edilizia economica e popolare e per le Cooperative. Per 17 anni di governo di centrodestra nessuna area è stata individuata per l’edilizia pubblica, con il risultato di perdere ingenti finanziamenti e togliere così la possibilità a tante famiglie di avere una casa.

Una buona politica abitativa deve partire da una serie di proposte costruttive. Un’attenzione particolare merita l’housing sociale: nel sistema dell’offerta deve inserirsi il filone dell’edilizia residenziale pubblica, un maggior numero di case in locazione disponibili a canone contenuto, cioè inferiore all’attuale livello medio di mercato. Le aree Erp saranno individuate chiudendo il bando per il reperimento delle aree e con la destinazione ad edilizia pubblica di parte delle aree a standard. In questo contesto si inserisce non solo la richiesta delle giovani coppie o di coloro che appartengono a fasce sociali deboli, ma anche la domanda che proviene dagli studenti universitari e che può trovare risposta all’interno di un programma integrato di interventi. La visione globale vede diversi attori confrontarsi su questo terreno: il Terzo Settore (cooperative sociali, associazioni di promozione sociale), il Fondo Immobiliare ed operatori pubblici e privati sensibili alle tematiche sociali. Va dunque studiata una formula che stabilisca l’assegnazione degli alloggi in locazione per una durata minima concordata ad un canone mensile definito e sostenibile per una fascia medio-bassa. Prioritaria diventa dunque l’individuazione delle aree, così che una volta che il Consiglio comunale abbia ratificato l’inizio degli interventi di housing sociale, si stabiliscano anche i tempi di costruzione.

In questi anni è venuta a mancare una seria politica degli affitti. I dati attuali ci dicono che il 74,3% delle famiglie ha una casa di proprietà, il 17,2% è in affitto e il restante 8,6% ricade sotto altro titolo. Con la crisi anche a Latina sono aumentati i prezzi di compravendita delle case e i canoni di locazione di mercato. Serve uno strumento che faciliti l’incontro tra domanda ed offerta come l’istituzione di un Fondo di garanzia che possa reperire sul mercato alloggi privati da destinare all’affitto a canone concordato/calmierato, così da aiutare gli inquilini a trovare alloggi a prezzi accessibili e tutelare i proprietari dai rischi di morosità o danni all’alloggio.

Fondamentale è far sposare le politiche della casa con quelle ambientali tramite l’introduzione di un sistema di certificazione energetica e l’adozione di iniziative finalizzate al risparmio energetico. Sulle aree Erp puntiamo a quartieri con tecniche costruttive avanzate in termini di risparmio energetico, bioedilizia e sostenibilità. Le abitazioni sono responsabili del 30% dell’uso finale di energia. Con un nuovo modo di costruire con materiali e tecnologie alternative potremo rendere oggi più efficienti le nostre abitazioni a tutto vantaggio della qualità dell’abitare e della qualità dell’ambiente.

Per monitorare le dinamiche immobiliari locali ma anche per avere sempre un occhio attento alle scelte imprenditoriali va costituito un Osservatorio comunale che possa comparare i dati sulla situazione abitativa a quelli della fiscalità locale. L’Osservatorio si rivelerebbe funzionale anche per favorire il cambio di destinazione d’uso laddove la domanda abitativa fosse orientata nell’acquisto di immobili A/10, ossia ad uso ufficio.

 

 

 

23:00 Scritto da: nicoletta.z | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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